Ognuno di noi possiede un talento grazie al quale può migliorare il mondo
In una società in cui la diversità fa paura, ci sono persone che fanno capire che tutti siamo uguali.
Abbiamo deciso di affrontare con i bambini della scuola parrocchiale della Parrocchia Ortodossa Romena „Sant’Isaia Profeta” di Viareggio tematiche di cui sentono già parlare a scuola ma di cui non hanno testimonianze ed esempi da seguire: la diversità, la disabilità e il bullismo.
Partendo dalla proiezione del film „Wonder”, insieme ai bimbi abbiamo ragionato sulla tematica della diversità e del bullismo. Auggie, il protagonista del film, è un bambino nato con una malattia rara che si trova ad affrontare, per la prima volta, il mondo della scuola; qui verrà preso in giro da molti bambini per il suo aspetto ma piano piano si farà degli amici che andranno oltre al suo aspetto fisico e lo proteggeranno dai bulli.
Queste tematiche sono spesso affrontate nelle scuole e forse questo spinge i bambini ad essere più aperti a questo mondo “diverso” da cui gli adulti scappano tanto. Sono rimasta molto impressionata da un’osservazione fatta da una bambina, di circa dieci anni, che dopo la proiezione del film mi ha detto che anche lei ha una compagna come Auggie e che tutti la escludono perché malata. Lei non si vergona di esserle amica e come Jack (il migliore amico del protagonista) le sta vicino aiutandola ad affrontare tutte quelle difficoltà enormi che agli occhi delle persone normali, sembrano banalità.
Un altro modo, più importante, per presentare queste tematiche è stata la visita a Silvio Binca che attraverso la sua testimonianza ha dato un esempio da seguire non solo ai bambini ma anche ai genitori presenti all’incontro.
Silvio è un ragazzo di 25 anni che soffre di una malattia genetica rara chiamata desminopatia; questa è una malattia che coinvolge l’apparato muscolo scheletrico e che lo costringe a vivere su una carrozzina e ad affrontare numerose difficoltà giornaliere legate all’alimentazione e alla respirazione. Grazie a lui e ad Alice Galli, la sua ragazza, i bambini hanno capito che la disabilità non è un impedimento per i propri sogni e obbiettivi, e soprattutto hanno capito che non c’è da dare nulla per scontato, perché la „normalità” può scomparire in un attimo.
Alla domanda „dove saresti ora se non fossi in una carrozzina?”, Silvio ha risposto, ironicamente, „in carcere” … la sua malattia non lo ha abbattuto ma lo ha spinto a lottare, ancora di più, per i suoi obbiettivi e lo ha fatto diventare una persona che sicuramente resterà nella memoria di molte persone.
Nell’incontro con Silvio, i bambini si sono confrontati con un mondo nuovo, quello dell’associazione „ThehandYcapped”, da lui stesso fondata nell’estate 2023. Grazie a questa associazione Silvio cerca di promuovere una raccolta fondi destinata alla ricerca su questa malattia rara che colpisce lui e pochissime altre persone nel mondo. Attraverso idee originali e divertenti, l’associazione riesce a catturare grandi e piccini, e soprattutto riesce a far capire che anche le persone con disabilità, in questo caso personaggi in carrozzina, possono essere gli „eroi” che i bambini ammirano tanto.
L’associazione ha proposto idee innovative, a cui nessuno aveva mai pensato: un videogioco interamente con personaggi in carrozzina, un libro da colorare che propone tante attività per dare sfogo alla propria immaginazione, e tanti altri gadget che sponsorizzano il messaggio principale dell’associazione, la diversità è la normalità.
Dopo questo incontro, ci siamo confrontati su due tematiche principali: cosa significa diverso per ognuno di noi e cosa ci ha lasciato l’incontro con Silvio.
I bambini hanno detto che non c’è da aver paura del diverso, perché tutti siamo diversi, c’è chi è più alto, chi è più magro, chi ha i capelli chiari e chi ha gli occhi scuri, ma queste sono solo caratteristiche fisiche che non importano per determinare la persona che abbiamo davanti o che siamo; come hanno detto i bimbi la cosa importante è l’anima e che cosa facciamo per aiutare il prossimo.
Alla domanda „cosa vi ha lasciato Silvio” i bambini hanno risposto tutti in modi diversi ma tutte le risposte avevano una cosa in comune: hanno capito che non dobbiamo mai arrenderci e che dobbiamo portare avanti i nostri sogni perché nulla, nemmeno una malattia come quella di Silvio, ci può fermare. Per questo hanno promesso che da ora in avanti faranno come Silvio, daranno sempre il massimo di loro e non si lasceranno abbattere.
Simona Dumitru – Viareggio

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