La circoncisione del Signore | Il mistero del cuore circonciso

Vangelo secondo Luca 2, 20-21; 40-52

In questo giorno benedetto celebriamo la circoncisione del corpo di Cristo, che a prima vista sembra solo un’antica usanza, un segno distintivo del popolo d’Israele attraverso l’alleanza stipulata da Dio con Abramo – ma che è diventata, alla luce del Vangelo, un profondo mistero della nostra salvezza.

L’Antico Testamento rivela la circoncisione come un’alleanza tra il Datore di vita e Abramo, padre di molte nazioni, un segno di elezione e di appartenenza al popolo eletto – “E questa è l’alleanza tra me e voi e la vostra discendenza di generazione in generazione, che dovete osservare: tutti i vostri figli maschi devono essere circoncisi” (Gen 17,10). Con questo comandamento, ogni figlio maschio, l’ottavo giorno dopo la nascita, quando riceveva il nome, entrava sotto la protezione di Dio e doveva servirlo per tutta la vita.

Questo segno esteriore, tuttavia, nascondeva una realtà spirituale molto più profonda: la necessità di un cambiamento interiore, una profonda purificazione del cuore che doveva essere donata a Dio attraverso la mistica circoncisione del cuore.

In Cristo, la circoncisione del cuore assume un significato totalmente nuovo. Non è più solo un segno esteriore, ma un mistero del cuore, un cambiamento profondo, un movimento interiore di grazia che diventa operativo. L’apostolo Paolo ci dice che “la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la cui lode non viene dagli uomini, ma da Dio ” (Rm 2,29).

Questa circoncisione, prescritta dalla Legge dell’Antico Testamento, è stata adempiuta anche dal Salvatore Cristo, benché Egli, in quanto Dio e Uomo, non ne avesse bisogno (infatti, i cristiani rinunceranno alla circoncisione della carne, come ci dicono gli Atti). Con questa umile obbedienza alla Legge data da Dio ad Abramo, Cristo ci mostra il suo incommensurabile amore per il genere umano e il suo ardente desiderio di salvarlo.

Il mistero del nome

Otto giorni dopo la sua nascita, Cristo riceve il nome “Gesù” (Ιησούς in greco), che significa – YHWH (Dio) salva, da cui il termine italiano – Salvatore. Sant’Efrem il Siro ci dice che: “Il nome di Cristo è pieno di luce, e chi lo invoca con fede riceve nella sua anima il raggio della grazia divina. Il nome di Gesù è dato a tutti noi come arma contro il peccato e come fonte di salvezza, da cui il mistero della festa odierna – che rivela non solo la circoncisione esteriore, ma anche il nome ricevuto che porta la vita.

Colui che è nato dalla Vergine Gesù Cristo – il Salvatorel’Unto di Dio – compie il comandamento della Legge l’ottavo giorno. Egli, il Cristo Signore (il Messia tanto atteso), viene umilmente a salvare il popolo di Dio e, attraverso di lui, tutti i popoli del mondo.

La circoncisione, oggi ricevuta da Cristo – quell’alleanza tra Dio e il suo popolo eletto, oggi compiuta – si rivela avere un significato molto più profondo della semplice consuetudine. È la circoncisione del cuore dal peccato e l’offerta dell’intera vita a Dio – Cristo è il primo a realizzarlo veramente.

Dall’Antico al Nuovo Testamento

L’apostolo Paolo, nelle sue epistole, ci rivela il legame tra l’Antico e il Nuovo Testamento, mostrandoci che l’antica legge con i suoi comandamenti era solo un’ombra del futuro (un pensiero così meravigliosamente ripreso e interpretato da San Basilio il Grande).

La circoncisione, come gli altri comandamenti dell’Antico Testamento, era un’esortazione alla santità, un’esortazione preparatoria alla rivelazione del Vangelo di Cristo. La Legge, tuttavia, non poteva salvare, ma solo mostrare, rivelare, profetizzare la venuta di Colui che avrebbe portato veramente la salvezza: il Cristo Signore.

Anche il grande Paolo ci indica nella sua Lettera ai Galatiche in Cristo Gesù non c’è né circoncisione né incirconcisione, ma una nuova creazione ” (Gal 6,15). Nostro Signore, pur non avendo bisogno di questo comandamento ebraico secondo la carne, si è sottoposto alla disposizione della Legge per dimostrare che è venuto nel mondo non per distruggere la Legge, ma per adempierla, per perfezionarla alla luce della grazia.

Dalla circoncisione al Battesimo

Che significato ha questo evento per noi cristiani? San Giovanni Crisostomo ci dice che la circoncisione è una prefigurazione del Battesimo cristiano. Come la circoncisione era un segno dell’Alleanza antica, così il Battesimo è un segno della nuova Alleanza, della Chiesa cristiana. Attraverso il Battesimo, ci spogliamo del peccato e ci rivestiamo di Cristo, diventando così figli di Dio per grazia.

La circoncisione ha anche una dimensione escatologica. Ci ricorda l’arrivo del Regno di Dio, quando tutte le nazioni adoreranno Cristo e riceveranno il sigillo di Dio. Attraverso la circoncisione, Cristo apre la strada della divinizzazione, della somiglianza a Dio e del distacco dalle cose terrene per unirsi completamente alle cose celesti.

Il Santo Apostolo ed Evangelista Giovanni il Teologo ci parla di una moltitudine sterminata di uomini di ogni nazione, in piedi davanti al trono di Dio, con sulla fronte il sigillo del suo nome e del suo Agnello – “Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani” (Ap. 7, 9) – questo sigillo è, infatti, la grazia dello Spirito Santo, che ci santifica e ci unisce a Cristo per l’eternità.

San Cirillo di Alessandria ci dice in modo così bello che “con la circoncisione del corpo, Cristo ha prefigurato la circoncisione del cuore, che lo Spirito Santo compie nei credenti”. Questo atto simboleggia l’eliminazione del peccato e la purificazione del cuore. Nel Nuovo Testamento, la circoncisione diventa spirituale, attraverso il Battesimo e la vita in e con Cristo.

Circoncisione e identità cristiana

Attraverso il Battesimo, i cristiani diventano partecipi della morte e della risurrezione di Cristo e sono quindi circoncisi fuori dal peccato – “Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte? Perciò siamo stati sepolti con lui nel battesimo nella morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita; infatti, se siamo stati innestati in lui a somiglianza della sua morte, saremo partecipi della sua risurrezione, sapendo che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse distrutto, per non essere più schiavi del peccato. Perché colui che è morto è stato purificato dal peccato “ (Rm 6,3-7).

Per grazia di Dio, il cristiano diventa una nuova creazione in Cristo (creazione che porta anche il sigillo della grazia salvifica), superando la vecchia identità segnata dal peccato e dalla caduta. Il cristiano è chiamato a una vita di santità, di somiglianza con Cristo, che è una continua circoncisione delle passioni.

San Giovanni Crisostomo ci dice che Cristo obbedì alla Legge non perché ne avesse bisogno, ma per insegnarci l’obbedienza e per sciogliere la maledizione della Legge adempiendola”. Con la sua circoncisione il Salvatore ha dimostrato di non essere venuto per abolire la Legge, ma per compierla perfettamente, affinché attraverso di lui potessimo entrare nella Nuova Alleanza della grazia e dell’amore divino.

Questa obbedienza ci insegna a compiere la volontà di Dio con umiltà, anche quando non comprendiamo pienamente tutti i suoi misteri. Grazie all’umiltà, diventiamo nuove creature in Cristo ed eredi del Regno promesso.

Il mistero dell’amore per il prossimo

Cristo, il Figlio di Dio, è nato nel mondo come uomo, assumendo la nostra natura terrena. Eppure rimane Dio, increato e immortale. Il fatto che il Signore venga circonciso è quindi un paradosso: Dio, l’Unico senza peccato, riceve un segno del legame terreno dell’umanità decaduta. Ma in questo è misticamente solidale con noi esseri umani e ci mostra che ha preso su di sé tutta la nostra natura umana, con tutte le sue cadute e le sue mancanze.

San Giovanni Crisostomo, meditando su questa festa, dice: “La circoncisione del Signore è un mistero dell’amore di Dio per gli uomini”. Dio, nel suo amore indefettibile, non si è allontanato da noi, ma si è fatto uno di noi, condividendo le nostre sofferenze e i nostri dolori. Attraverso le ferite del suo corpo, Cristo guarisce le ferite delle nostre anime.

Oggi, mentre celebriamo la circoncisione nella carne del Signore, siamo chiamati a chiederci: che cosa significa per noi questo mistero? Come possiamo vivere questo cambiamento interiore, questa circoncisione del cuore, nella nostra vita quotidiana? L’apostolo Paolo ci dà la risposta: “Siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze” (Rm 13,14).

Rivestirsi di Cristo significa lasciarsi abbracciare misticamente dallo Spirito Santo, essere come lui nella mente, nella parola e nell’azione. Significa spogliarsi dell’uomo vecchio con le sue passioni e rivestirsi dell’uomo nuovo, creato a immagine del Dio vivente.

La circoncisione del Signore oggi – le tre fasi

  • Il cambiamento del cuore: la circoncisione interiore ci spinge a un continuo cambiamento interiore, a liberarci dal peccato e rivestirci di Cristo – “Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo…”. E se siete di Cristo, siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa “ (Gal 3:27, 29);
  • La battaglia spirituale: La vita cristiana è una lotta continua contro il peccato e l’avversario. La circoncisione ci ricorda che dobbiamo armarci con le armi dello Spirito Santo per poter prevalere in questa battaglia: “State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (Ef 6, 14-17);
  • Unità in Cristo: in Cristo, tutte le barriere tra gli esseri umani vengono abbattute. La circoncisione ci unisce in un unico corpo, nella Chiesa di Cristo – “Un solo corpo e un solo Spirito, come siete stati chiamati all’unica speranza della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti e per mezzo di tutti e attraverso tutti e in tutti ” (Ef 4,4-6);
  • Testimonianza di vita: come cristiani, siamo chiamati a essere testimoni di Cristo nel mondo. Il Vangelo ci esorta a vivere una vita santa e ad essere un degno esempio per coloro che ci circondano – “Io infatti non mi vergogno del Vangelo di Cristo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del giudeo prima e anche del greco ” (Rm 1,16).

La festa della Circoncisione del Signore è anche un’esortazione alla santificazione. È un’esortazione a combattere il peccato, la malvagità e tutto ciò che ci separa da Dio. È un’esortazione ad avvicinarsi a Dio attraverso la preghiera, il digiuno, la confessione e la comunione. Chiediamo oggi più che mai, con tutto il cuore, che lo Spirito Santo operi in noi, ci santifichi e ci renda degni del Regno dei Cieli.

Chiediamoci in quest’ora santa: siamo veramente circoncisi nello Spirito? Abbiamo veramente rinunciato ai nostri peccati? Stiamo veramente vivendo una nuova vita in Cristo? O forse stiamo ancora vivendo una vita divisa, tra il vecchio e il nuovo, tra le cose caduche della carne e le cose sante dello spirito?

La circoncisione del Signore è per noi un’esortazione all’obbedienza, all’umiltà e alla purezza di cuore. San Gregorio di Nissa ci esorta così: “Se Cristo ha compiuto per noi le cose carnali, quanto più noi dobbiamo compiere per lui quelle spirituali”.

Preghiamo Dio di concederci il potere di essere resi perfetti in Cristo e di diventare veramente suoi figli, circoncisi nel cuore, con il sigillo della grazia salvifica!

† Atanasie di Bogdania