San Nicola | Il mistero di colui che ha seminato amore nel mondo
Vangelo secondo Luca 6, 17-23
San Nicola, vescovo eletto da Cristo e grande operatore di miracoli, rimane nei secoli uno dei santi più amati e onorati della cristianità. La sua popolarità ha raggiunto tutti gli angoli del mondo cristiano, sia in Oriente che in Occidente, grazie alla sua vita santa e all’esempio di amore, dolcezza e bontà che ha abbracciato. Spesso chiamato “secondo Precursore”, “lode degli apostoli” e “primo dei gerarchi”, San Nicola ci offre con la sua vita e le sue azioni un esempio vivente di santità e di amore per Dio e per il prossimo.
Ci chiediamo: cos’è che amiamo tanto in questo santo gerarca, che guarisce tutti i nostri dolori e scaccia la paura di invecchiare? San Nicola è innanzitutto una personalità storica, ma anche e soprattutto un modello vivente di santità, un uomo la cui vita ci ispira a essere migliori, più generosi e più vicini a Dio.
Il volto della bontà e della santità
Molti dei dettagli che conosciamo sulla vita di San Nicola, che oggi veneriamo, provengono da fonti medievali, soprattutto dagli scritti dei Santi Padri, ma anche dalla tradizione della Chiesa. San Metodio, patriarca di Costantinopoli, fu tra coloro che, a metà del IX secolo, mise su carta una vita di San Nicola, dimostrando che era già noto all’epoca alla maggior parte dei cristiani. Questo ci fa pensare che la vita del Santo fosse stata conservata e tramandata per tradizione orale, attraverso i racconti di coloro che erano stati testimoni dei suoi miracoli e delle sue opere pie.
Nato il 15 marzo 270 a Patara, nella provincia di Licia in Asia Minore, San Nicola fu eletto fin dalla prima infanzia per essere il vaso benedetto in cui si sarebbe rivelata l’opera mistica di Dio. Si dice che da piccolo rifiutasse di essere allattato nei giorni di digiuno, ma crescendo si distinse per l’esistenza dedicata alla vita spirituale, alla preghiera e alla fede profonda. Allontanandosi dalle vanità mondane, San Nicola scelse una vita dedita a Dio, cercando la perfezione spirituale attraverso il digiuno, la preghiera e l’amore incondizionato per il prossimo.
Sua guida nei misteri della vita spirituale fu lo zio, vescovo con lo stesso nome. Dalla vita del santo sappiamo che lo stesso zio profetizzò al popolo fedele su San Nicola, dicendo: “Ecco, fratelli, vedo sorgere un nuovo sole ai confini della terra, che appare ai dolenti come un conforto misericordioso. Oh, beato il gregge che sarà reso degno di avere questo pastore! Perché egli pascerà le anime di coloro che sono smarriti e li condurrà al pascolo della buona fede; e si mostrerà come aiuto fervente per coloro che sono nelle necessità.
San Giovanni Crisostomo diceva che “l’amore è la sorgente di tutte le virtù”, e questo amore donato da Dio era vissuto in pienezza da San Nicola. Avendo studiato le Sacre Scritture e ricevuto una buona educazione, San Nicola capì che la vocazione dell’uomo è quella di vivere nella giusta fede, offrendo la propria vita come offerta a Dio e ai suoi simili.
L’uomo che sarebbe diventato un faro del cristianesimo rimase orfano in tenera età. Ma invece di seguire la strada del figliol prodigo dei Vangeli, scelse una strada gradita a Dio. Un giorno chiamò a casa sua tutti i poveri e gli orfani del suo paese e diede loro tutta la sua eredità, tutte le ricchezze che questo mondo riteneva preziose.
Ma per lui erano vanità. Le parole del Salvatore risuonarono con forza nel suo cuore e nella sua mente: “Vendete tutto quello che avete e distribuitelo ai poveri, e avrete un tesoro nei cieli” (Lc 18, 22). San Nicola seguì fedelmente questa chiamata, facendo della sua vita un instancabile servizio a Cristo e al prossimo.
Il suo miracolo più famoso fu la salvezza di tre ragazze che, a causa della povertà, rischiavano di cadere nel peccato della fornicazione. San Nicola le aiutò gettando di notte un sacchetto di monete nella loro casa, in modo che potessero sposarsi e acquisire la dote che meritavano. Qui inizia la meravigliosa opera di colui che sarà accolto dalla pietà popolare come Babbo Natale.
San Nicola non scrisse trattati teologici, ma con le sue azioni scrisse un Vangelo di amore e misericordia. Non furono solo le tre ragazze salvate dalla perdizione a conoscere la sua generosità, ma tutti i poveri, tutti i bisognosi, che egli aiutò senza chiedere lodi o ricompense. Tutti i cristiani amano San Nicola perché sanno che è al fianco di coloro che soffrono e sono in difficoltà, perché guarisce non solo i corpi ma anche le anime di coloro che sono feriti dai peccati e dalle difficoltà della vita.
Il cammino dell’episcopato
Secondo la tradizione, San Nicola fu eletto vescovo della città di Mira in modo insolito, direttamente tra i laici, senza passare attraverso i consueti passaggi gerarchici. Come altri grandi santi, come Sant’Ambrogio di Milano, Nicola fu eletto vescovo non per i suoi eccezionali meriti mondani, ma per la sua purezza di cuore e la sua vita santa, uno dei pochi casi in cui un laico fu ordinato sacerdote e presto elevato alla dignità di vescovo. Ordinato a soli 23 anni, si dedicò al ministero con zelo apostolico, difendendo i deboli, predicando il Vangelo e compiendo numerose opere di misericordia.
Nicola non cercava gli onori o il potere di questo mondo, ma il popolo di Mira Licia, privo di un pastore, lo chiamò, ed egli rispose alla chiamata con la stessa umiltà e dedizione con cui visse tutta la sua vita. Vescovo per misericordia e volontà di Dio, San Nicola si dedicò interamente al suo gregge, servendolo con amore e sacrificio, anche in tempi di grandi tribolazioni.
Durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, San Nicola subì il carcere per la fede, ma non fu vinto. Quando San Costantino il Grande salì al trono dell’impero, i persecutori dei santi furono sconfitti e Nicola fu rilasciato per continuare la sua santa opera per la Chiesa di Cristo.
San Nicola e il primo Concilio ecumenico di Nicea
Uno dei contributi più noti di San Nicola alla difesa della vera fede fu la sua partecipazione al Primo Concilio Ecumenico, che ebbe luogo a Nicea nel 325, convocato dal Santo Imperatore Costantino il Grande. Il Sinodo di Nicea contrastò per lo più l’eresia ariana – un falso insegnamento predicato dal sacerdote alessandrino Ario, che sosteneva che il Salvatore Cristo non fosse della stessa essenza del Padre, che non condividesse la natura divina, ma fosse (solo) un essere creato, benché superiore.
Al Sinodo di Nicea, il Gerarca Nicola, in quanto uno dei 318 Santi Padri Sinodali, assunse una posizione ferma contro l’eresia di Ario. Nicola, noto per la sua profonda fede e il suo amore per la verità dei dogmi ortodossi, fu un convinto difensore dell’insegnamento apostolico della Chiesa, secondo cui Cristo è della stessa essenza del Padre (Homoousios, ὁμοούσιος – termine introdotto da Sant’Atanasio di Alessandria), Dio vero da Dio vero. Il suo zelo per la difesa della retta fede si manifestò drammaticamente durante i dibattiti.
Secondo la tradizione, San Nicola, profondamente addolorato dalle bestemmie pronunciate da Ario davanti all’assemblea, non poté più sopportare la derisione della verità e schiaffeggiò l’eretico durante le discussioni sinodali. Questa reazione fu considerata indegna di un vescovo e l’imperatore Costantino, insieme agli altri padri sinodali, decise di punire San Nicola imprigionandolo in carcere e togliendogli le insegne episcopali.
Sebbene sembrasse che San Nicola fosse stato duramente punito, durante la sua prigionia si verificò un miracolo divino. La tradizione racconta che Cristo Signore e la Beata Vergine Maria gli apparvero in prigione, il Salvatore gli diede il Santo Vangelo e la Madre di Dio gli rimise sulle spalle l’omoforio, segno dell’episcopato a cui era stato chiamato fin dall’inizio.
Dopo questo miracolo, i Padri sinodali liberarono San Nicola dalla prigione e lo restituirono alla dignità di vescovo. La sua ferma azione in difesa della retta fede contro l’eresia ariana è passata alla storia come esempio di coraggio e amore nella confessione della verità.
Amore per Cristo e difesa della fede ortodossa
Il contributo di San Nicola al Concilio di Nicea fu fondamentale, non solo per la difesa della fede, ma anche per il rafforzamento del dogma della Santissima Trinità e della divinità di Cristo Salvatore. La sua posizione ferma e il suo amore incondizionato per la verità rivelata rafforzarono la Chiesa nella lotta contro l’arianesimo, che minacciava l’unità e l’integrità dell’insegnamento cristiano.
Sebbene sia noto soprattutto per il suo amore per le persone e i suoi atti di misericordia, San Nicola fu anche un forte difensore della retta fede, il che lo colloca tra i grandi gerarchi e i santi della Chiesa. La sua eredità spirituale rimane non solo un esempio della sua compassione per il prossimo, ma anche della sua assoluta fedeltà alle verità fondamentali della fede cristiana.
La sua partecipazione al Primo Concilio Ecumenico dimostra che San Nicola non era solo un pastore premuroso del suo gregge, ma anche un coraggioso testimone della verità divina, pronto a mettere la sua vita al servizio della retta fede.
San Nicola ci viene mostrato nel suo tropario come “regola (modello corretto o canone – misura) di fede, immagine di mitezza e maestro di temperanza”. Egli ci insegna che la vita cristiana deve essere una vita di preghiera incessante e di veglia orante, che solo con una vita dedicata a Cristo e vissuta in umiltà e obbedienza possiamo veramente raggiungere il Regno dei Cieli.
“Insegnaci a considerare ogni giorno come una benedizione, e ogni prova come un modo per avvicinarci a te, o Signore”, ci dice splendidamente San Gregorio Palamas, parlando della forza della preghiera e dell’amore per Dio scoperti dal Santo Gerarca Nicola.
La virtù della misericordia e l’amore per il prossimo
L’amore per il prossimo era la più grande virtù che lo caratterizzava. San Nicola dedicò la sua vita ai poveri e ai bisognosi, diventando un vero difensore dei deboli e di coloro che soffrono ingiustizie. Durante le persecuzioni degli imperatori Diocleziano e Massimiano, fu imprigionato e soffrì molti tormenti per la sua retta fede, ma non perse mai il suo amore per Cristo e la sua compassione per coloro che lo circondavano. Dopo il suo rilascio, continuò a servire con la stessa dedizione, essendo un vero buon pastore per il suo gregge spirituale.
I Santi Padri ci esortano a seguire l’esempio di misericordia e di amore per il prossimo che San Nicola ha mostrato durante la sua vita. San Giovanni Crisostomo diceva che “se vuoi servire Dio, servi il tuo prossimo”, e San Nicola lo fece con cuore pieno di amore e gentilezza. Ha preso le difese degli innocenti, ha curato i malati e ha soccorso chi era in difficoltà, mostrandoci che la misericordia è il cuore del Vangelo di Cristo.
L’amore che i cristiani (e non solo) devono a San Nicola deriva dal fatto che era un uomo umile che rifuggiva dalla gloria vana, sceglieva di aiutare in segreto e di servire senza cercare la lode degli uomini. Quando il suo popolo era affamato, egli fece girare le navi con il grano e sfamò le moltitudini, mostrando cosa significa la vera croce di un vescovo: donarsi totalmente a coloro che sono affidati a lui, senza cercare favori o gratitudine.
San Nicola aveva davvero un solo potere: quello dell’amore e un solo potere di convinzione: la testimonianza fino in fondo. È meraviglioso questo bellissimo detto di San Basilio il Grande: “Non siamo padroni della vostra fede, ma servi della vostra gioia”.
L’eredità di San Nicola e il suo immancabile aiuto
Le reliquie di San Nicola, che sono state e restano una fonte di guarigione e di benedizione per tutti i cristiani, si trovano oggi nella città di Bari, nel sud Italia, nella cripta della Basilica di San Nicola. Dopo essersi addormentato nel Signore il 6 dicembre 343, il suo corpo fu sepolto a Mira di Licia, sua città natale (oggi Demre, in Turchia).
Nel 1087, a seguito all’invasione musulmana dell’Asia Minore, per salvare le reliquie di San Nicola dai conquistatori, furono portate a Bari da un gruppo di marinai italiani. Da allora, Bari è diventata un importante centro di pellegrinaggio per i fedeli di tutto il mondo. La mano destra di San Nicola invece, si trova oggi nella chiesa di “San Giorgio il Nuovo” a Bucarest.
La storia del cristianesimo riporta innumerevoli miracoli compiuti da San Nicola, sia durante la sua vita che dopo la sua morte. I suoi miracoli, noti anche come “doni di Babbo Natale”, continuano a ispirare e a portare gioia, non solo ai più piccoli, ma a tutti coloro che chiedono il suo aiuto con fede incrollabile.
Una bellissima storia, tramandata di generazione in generazione, ci mostra quanto San Nicola fosse (e sia ancora oggi) vicino alle persone. Si dice che, mentre si recava in chiesa per la liturgia, abbia incontrato un contadino il cui carro era bloccato nel fango. San Nicola, pur avendo fretta, non esitò ad aiutarlo, sporcandosi i vestiti. Anche se questo lo fece arrivare in ritardo in chiesa, Dio accolse la sua preghiera durante la Divina Liturgia, rivelandogli che l’amore per il prossimo è più prezioso di qualsiasi altra cosa.
Appello alla carità e all’amore
San Nicola rimane un modello vivente di santità, un esempio per tutti coloro che desiderano vivere una vita autentica in Cristo. Egli ci mostra che l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono virtù essenziali per la nostra salvezza. Come dice San Giovanni Cassiano: “Nessuna virtù è così gradita a Dio come la misericordia; essa è la via più breve per il Regno dei Cieli”.
Tutti amiamo San Nicola perché era un gerarca semplice, un uomo del popolo, che condivideva con tutti la bontà e la misericordia di Dio. Il suo volto gentile, il suo sorriso paterno e le sue opere di misericordia spingono anche noi a cambiare, a diventare migliori, più umili, più vicini a Cristo.
San Nicola rimane per tutti noi un modello di santità da seguire. Rivolgiamo la nostra mente e la nostra anima verso il cielo, chiedendo aiuto a San Nicola, che non ci abbandona mai, ma è sempre al nostro fianco, guidandoci verso la luce e la gioia della vita eterna.
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“Regola di fede, immagine di mitezza e maestro di temperanza, così ti ha mostrato al tuo gregge la verità dei fatti. Con l’umiltà hai acquisito ciò che è elevato, con la povertà la ricchezza, padre e gerarca Nicola intercedi presso il Cristo Dio per la salvezza delle nostre anime”
(Tropario di San Nicola)
† Atanasie di Bogdania



