25a domenica dopo Pentecoste presso il Centro Diocesano di Roma

Sua Eccellenza Atanasie di Bogdania, Vescovo-Vicario della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e Arcivescovo eletto di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, ha celebrato la Divina Liturgia nella XXV Domenica dopo la Pentecoste (parabola del Samaritano), il 10 novembre 2024, presso il Centro Diocesano di Roma, circondato da un coro di clero.

Durante la funzione, il diacono Andrei Tantar è stato ordinato come sacerdote, a nome della parrocchia “San Lorenzo, Arcidiacono e Martire” di Pavona.

Nell’omelia, il gerarca ha interpretato la parabola evangelica del giorno: “Il Salvatore si rivela ai Giudei che, pur conoscendo l’Antica Legge, erano venuti da lui con l’intenzione di provocarlo. Conoscevano tutte le regole e le ordinanze religiose, ma spesso trascuravano gli aspetti più pesanti ed essenziali, come l’amore, la misericordia e la compassione. Amavano osservare tutti i rituali, ma spesso dimenticavano di amare il prossimo. Per questo il Signore offre loro questa parabola come risposta, ricordando loro che, pur conoscendo tutti i comandamenti, compreso quello più importante, l’amore, li interpretano solo attraverso il prisma dell’amore egoistico.

Il comandamento dell’amore, come chiarisce il maestro della legge, ha due direzioni: una regola il nostro rapporto con Dio (Dt 6,5), l’altra il rapporto con il prossimo (Lv 19,18). Se l’amore per Dio rimane in silenzio, l’amore per il prossimo si manifesta visibilmente, spesso con azioni concrete”.

Sua Eccellenza ha anche sottolineato che “nell’immagine del samaritano misericordioso si rivela a noi Cristo, Colui che guarisce le nostre ferite. La salvezza viene attraverso la grazia e la misericordia di nostro Signore Gesù Cristo, che oggi assume l’immagine del samaritano misericordioso, perché noi stessi non abbiamo il potere di adempiere veramente ai comandamenti di Cristo, così come non poteva adempiere la Legge, né colui che ne era il maestro”.

Al termine, il Vescovo ha esortato a compiere azioni concrete che dimostrino l’amore per il prossimo, non rimanendo indifferenti alle sue sofferenze: “Il maggior parte delle volte cerchiamo di evitare il dolore che il nostro prossimo ci provoca, sia nel nostro cuore e nella nostra anima che negli aspetti esterni della vita. Tuttavia, più ci allontaniamo da questo dolore, più esso si approfondisce, sia nel nostro prossimo che in noi stessi. Il levita e il sacerdote, che passano accanto ai sofferenti, illustrano questa fuga dal dolore. Spesso ci rispecchiamo in loro nella nostra vita quotidiana, mentre passiamo con indifferenza accanto alla sofferenza profonda e non curata del nostro prossimo”.

La riflessione del Vescovo sul Vangelo della domenica può essere letta qui:

25ª domenica dopo Pentecoste | La scuola della misericordia che guarisce il mondo

Dipartimento di Comunicazione e Immagine DORI