Sinassi dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele | Il mistero delle potenze celesti e incorporee

Vangelo secondo Luca 10, 16-21

Oggi onoriamo con cuore pieno di fede i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e tutte le potenze celesti e incorporee. I capi delle potenze celesti combattono incessantemente per la nostra salvezza e per la vittoria della giustizia e della verità. Sono guide, difensori e guaritori delle nostre anime, portatori della luce divina e aiutanti incessanti nelle nostre lotte spirituali.

La Sacra Scrittura ci parla spesso del ruolo e dell’opera premonitrice degli angeli di Dio , tra i quali i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano un posto speciale nella storia biblica. L’apostolo Paolo ci insegna che “tutti gli angeli non sono forse spiriti di servizio, inviati a servire coloro che saranno eredi della salvezza?”. (Eb 1, 14).

Gli arcangeli, di cui i più grandi sono Michele e Gabriele, sono quelle potenze celesti che vegliano sul mondo, sulla Chiesa e su ciascuno di noi, guidandoci verso la luce e proteggendoci dalle tentazioni delle tenebre.

Angeli – servitori di Dio

Gli angeli sono spiriti ministri inviati da Dio per compiere la sua volontà, perché la parola stessa “angelo” (άγγελος) significa “inviato”. “Arcangelo” (ἀρχάγγελος) significa ‘primo tra gli angeli’, e tra questi, Michele, Gabriele e Raffaele sono stati incaricati di un’obbedienza particolarmente elevata e di profonda importanza per la salvezza dell’umanità.

Sono sempre con noi, anche quando non li vediamo, ci sostengono, ci proteggono e ci insegnano la volontà di Dio. Le nove schiere celesti sono i serafini, i cherubini, i troni, le dominazioni, le virtù, le potestà, i principati, gli arcangeli e gli angeli.

Questi nove corpi celesti rappresentano una crescita spirituale per ciascuno di noi, un’ascesa nello splendore e nella luce della conoscenza del Signore per rispecchiare la grazia che ci eleva dalle cose terrene a quelle celesti.

Dalla Creazione all’Apocalisse, gli angeli sono sempre stati presenti nei momenti più importanti della storia biblica. Così, dopo la perdita del paradiso da parte di Adamo ed Eva, gli angeli hanno sorvegliato il cammino verso l’albero della vita (Gen 3, 24). Un angelo del Signore impedì ad Abramo di sacrificare il suo amato figlio Isacco (Gen 22, 11). Il patriarca Giacobbe, in un sogno a Betel, vede gli angeli del Signore salire e scendere una scala che collega il cielo e la terra (Gen 28, 12-13).

Gli angeli sono quelli che hanno servito il Salvatore quando si ritirò a digiunare nel deserto (Mt 4, 11). Un angelo sostiene Cristo nell’orto del Getsemani, nella notte in cui fu venduto e tradito (Lc 22, 43). Gli angeli sono coloro che annunciano alle donne mirofore la risurrezione del Signore (Mt 28,2-8; Mc 16,5-8; Lc 24,4-8 e In 20,12). Un angelo appare agli apostoli all’Ascensione e annuncia loro la seconda venuta del Cristo Salvatore nella gloria (At 1,10-11).

L’arcangelo Michele – Capo delle schiere celesti

L’arcangelo Michele è il potente guerriero, il capo delle schiere celesti, colui che si oppone al diavolo e agli angeli caduti che lo seguono. Nel Libro dell’Apocalisse, vediamo Michele combattere il drago, che è il simbolo del nemico della razza umana: “E ci fu guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. E il drago e i suoi angeli erano in guerra“ (Ap 12, 7). Il Santo Apostolo Giuda scrive ugualmente: ”Michele, l’arcangelo, mentre si opponeva al diavolo, contendendogli il corpo di Mosè, non osò pronunciare un giudizio blasfemo, ma disse: Il Signore ti rimprovera”. (Giuda 1, 9).

Michele è colui che intercede per la vittoria sui Persiani insieme all’arcangelo Gabriele: “Il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto e io l’ho lasciato là presso il principe del re di Persia” ( Dan 10, 13).

È lui che ha custodito anche i tre giovani santi, Anania, Azaria e Mishail, quando furono gettati nella fornace ardente perché si rifiutavano di adorare l’idolo (Dan 3,23-28); è lui che, per ordine di Dio, ha portato il profeta Abacuc dalla Giudea a Babilonia per portare a Daniele il cibo nella fossa dei leoni.

È lui che aiuta gli israeliti a conquistare la città di Gerico quando entrano per la prima volta nella terra promessa“Io sono il capitano dell’esercito del Signore e giungo proprio ora” (Gios. 5, 14)

È l’arcangelo che pronunciò la parola “Mi-ha-il”(מִיכָאֵל), che in ebraico significa “Chi è come Dio?”, nel momento in cui Lucifero e gli angeli ribelli si sollevarono contro Dio. Da allora, Michele è rimasto il difensore della giustizia di Dio, simbolo della lotta contro il peccato e l’ingiustizia.

Nell’iconografia, l’arcangelo Michele, come capo delle schiere celesti, porta una spada fiammeggiante nella mano destra. Nell’altra mano porta spesso uno scudo, un ramo di palma o una lancia. Di solito è raffigurato con vesti rosse, il colore della rettitudine ma anche del martirio. In alcune icone è raffigurato mentre calpesta il diavolo, rappresentato come un drago che viene schiacciato, a dimostrazione della vittoria sul male.

Michele è anche colui che, dopo la caduta di Adamo ed Eva dal paradiso, fu messo a guardia dell’ingresso con una spada fiammeggiante, a dimostrazione che il peccato non può entrare nel regno di Dio. È anche colui che protegge il popolo eletto, come si legge nella profezia di Daniele: “Ora, in quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.” (Dan 12,1).

Arcangelo Gabriele – araldo della salvezza

L’arcangelo Gabriele è il meraviglioso messaggero di Dio, colui che porta la buona notizia della salvezza a coloro che cercano veramente la via della giustizia. Il nome dell’Arcangelo Gabriele (גַבְרִיאֵל – Gavri’el) significa in ebraico “Dio è la mia forza”.

È lui che annuncia la nascita del Precursore e Battista Giovanni – “e l’angelo rispose e gli disse: Io sono Gabriele, che sto davanti a Dio. Sono stato mandato a parlarti e a benedirti” (Lc 1, 19). L’arcangelo Gabriele è il messaggero della grazia, colui che ha annunciato soprattutto l’incarnazione di Cristo Salvatore.

Nel Vangelo di Luca ci viene raccontato il momento in cui Gabriele portò alla Santissima Vergine Maria la notizia che era al di sopra di ogni notizia: “L’angelo entrò da lei e le disse: ”Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne “ (Lc 1, 28). Gabriele è il simbolo dell’amore e della misericordia, che ci mostra come Dio abbia assunto la carne umana, umiliandosi, per la salvezza di tutti gli uomini.

Gabriele ci viene rivelato anche nell’Antico Testamento (due volte), nella visione di Daniele, al quale viene in aiuto come saggio inviato da Dio: “Ecco un uomo, Gabriele, che avevo visto nella mia visione del principio, volando in fretta, venne da me verso l’ora del sacrificio della sera. Venne e mi parlò, dicendo: “Daniele, anche ora sono venuto a te: Daniele, anche ora sono venuto ad aprirti la mente” (Dan 9, 21-22). È lui che rivela al profeta Daniele il ritorno degli ebrei dalla cattività babilonese, e poi gli dà anche una rivelazione sul futuro di tutte le nazioni alla fine dei secoli.

I Santi Padri ci insegnano che, come Gabriele fu inviato per annunciare la venuta di Cristo Salvatore, così anche noi siamo chiamati a diventare annunciatori e testimoni di Cristo nel mondo. San Giovanni Damasceno dice dell’arcangelo Gabriele: “È l’angelo della salvezza, che annunciò la venuta di colui che doveva liberarci dalla schiavitù del peccato e della morte”. Pertanto, noi cristiani siamo chiamati a essere come l’arcangelo Gabriele, annunciando con la nostra vita il Vangelo di Cristo e la gioia della salvezza.

Nell’iconografia, l’arcangelo Gabriele è raffigurato come un giovane gentile e mite con in mano un fiore di giglio – simbolo della purezza e della gioia dell’Annunciazione. È l’angelo che ci mostra che Dio è amore e che per sua grazia ci ha donato la salvezza e la vita eterna.

Arcangelo Raffaele – guaritore e guida mistica

Oltre a Michele e Gabriele, l’arcangelo Raffaele ha un ruolo speciale nella guarigione e nella protezione di tutti noi. Il suo nome significa in ebraico “Dio ha guarito” (“רָפָאֵל” – Rafa’el). Nel libro di Tobit vediamo come Raffaele sia stato inviato da Dio per guarire il cieco Tobit e guidare i passi di suo figlio – “e fu mandato Raffaele a guarire tutti e due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio, e a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e così scacciare da lei il cattivo demonio Asmodeo. Di diritto, infatti, spettava a Tobia prenderla in sposa, prima che a tutti gli altri pretendenti. Proprio allora Tobi rientrava in casa dal cortile e Sara, figlia di Raguele, stava scendendo dalla camera” (Tob 3, 17).

Raffaele è dunque l’angelo che si prende cura degli afflitti, che protegge chi viaggia, è custode del matrimonio e dell’amore di chi abbraccia il mistero della famiglia e della nascita dei figli – “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore ” (Tob 12, 15).

È Raffaele che ci insegna che Dio non ci lascia mai soli nelle nostre sofferenze, ma ci manda sempre un aiuto dal cielo per rafforzarci e guarirci. Ci mostra che Dio è con noi nelle nostre prove e nei nostri dolori, nei nostri problemi e nelle nostre debolezze, e che attraverso la fede e la preghiera insistente possiamo ricevere la guarigione del corpo e dell’anima.

Giustizia e amore – due virtù inseparabili

Gli arcangeli Michele e Gabriele sono commemorati insieme non solo per onorarli come due grandi servitori di Dio, ma anche per insegnarci che la giustizia e l’amore non possono esistere l’uno senza l’altro. Michele, simbolo della giustizia e del giudizio, ci mostra che il peccato deve essere punito, mentre Gabriele, araldo della grazia, ci mostra l’amore misericordioso di Dio. Come Dio è giusto e buono, così anche noi dobbiamo abbracciare la giustizia, avendo un amore instancabile per il nostro prossimo.

San Giovanni Crisostomo dice che “la giustizia senza amore è crudeltà, e l’amore senza giustizia è debolezza”. Se siamo solo giusti, creeremo relazioni fredde e senza spirito, e se siamo solo amorevoli, senza considerare la giustizia, finiremo per avere relazioni superficiali. Solo quando la giustizia abbraccia l’amore, insieme possono forgiare il sentiero benedetto della vita spirituale.

L’insegnamento che i Santi Arcangeli ci propongono oggi è semplice e profondo: cercare la giustizia di Dio, sempre rivestiti dell’abito dell’amore che non decade mai. Così come ce li presenta la tradizione iconografica, Michele è il guerriero della giustizia e Gabriele l’annunciatore dell’amore – comprendendo il mistero dell’icona, sforziamoci anche noi di vivere veramente queste due virtù nella nostra vita quotidiana.

L’opera dei santi angeli nella nostra vita

Tutti gli angeli santi e, in particolare, gli arcangeli Michele e Gabriele, nonché il nostro angelo custode, svolgono un ruolo importante nella vita di ciascuno di noi. Vegliano su di noi, ci proteggono dalle insidie del male e guidano i nostri passi verso la salvezza. Per questo la Chiesa ci esorta a invocarli costantemente nella preghiera, a chiedere il loro aiuto e a lasciarci avvolgere dalla luce che portano. Sant’Efrem il Siro ce lo insegna splendidamente dicendo che: “Il tuo angelo custode sta accanto a voi e prega per voi, ma non allontanatelo con peccati e impurità. Chiamatelo alla preghiera ed egli sarà con voi in tutto ciò che farete”.

Ricordiamo sempre che gli angeli sono il nostro esempio di obbedienza e sottomissione a Dio. Non fanno nulla da soli, ma compiono la volontà di Dio incondizionatamente. Pertanto, anche noi siamo chiamati a seguire questo esempio, ponendo la nostra volontà in armonia con quella di Dio, cercando sempre di fare il bene e guardandoci da tutto ciò che è male.

Gli Arcangeli Michele e Gabriele non sono solo i custodi delle nostre anime e dei nostri corpi, ma anche i difensori delle nostre case e del mondo intero. Vegliano sulla Chiesa e sui popoli cristiani, difendendoli dai pericoli e portando loro le benedizioni celesti. Pertanto, invochiamoli sempre nelle nostre preghiere, per chiedere la loro intercessione presso il Trono di Dio, sia per noi stessi che per le nostre famiglie e i nostri cari.

Ricordiamo le parole di San Basilio il Grande, che dice: “È l’angelo del Signore che sta accanto a coloro che lo temono e li salva dal pericolo”, e il salmista Davide ci rafforza spiritualmente dicendo: “L’angelo del Signore si accampa intorno a coloro che lo temono e li libererà” (Sal 33, 7).

San Dionigi l’Areopagita ci rivela che ci sono sette arcangeli che stanno davanti a Dio, lo servono e gli intonano continuamente canti di lode. Oltre a Michele, Gabriele e Raffaele, oggi onoriamo anche Barachiele, il “divino giustificatore”, Geudiele, l’angelo del pentimento e della cura di Dio, Selatiele, il “più alto ministro divino”, che porta a Dio le preghiere di tutti gli uomini, e Uriele, che viene tradotto “fuoco e luce divini”.

Preghiamo i Santi Arcangeli affinché illuminino le nostre menti e i nostri cuori, ci aiutino a superare le tentazioni che attraversiamo e ci guidino verso la salvezza delle nostre anime. Chiediamo la protezione di Michele nelle nostre lotte spirituali, l’aiuto di Gabriele nell’annunciare la gioia di Cristo e la guarigione di Raffaele in tutte le nostre sofferenze.

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, pregate Dio per noi!

“Capi supremi dei superni eserciti

noi indegni vi supplichiamo,

siate per noi baluardo,

custodite al riparo delle ali della vostra gloria immateriale

noi che ci prostriamo e con insistenza gridiamo:

Liberateci dai pericoli, voi che siete i principi delle superne schiere”.

 (Tropario dei Santi Arcangeli)

† Atanasie di Bogdania