Protezione della Tuttasanta Madre di Dio | Madre di Dio – Madre della Misericordia

Vangelo secondo Luca 10, 38-42; 11, 27-28

Oggi ricordiamo un grande miracolo avvenuto nella città di Costantinopoli il 1° ottobre 911, nella chiesa dedicata alla Madre di Dio nel quartiere Blacherne, durante il regno dell’imperatore bizantino Leone VI, detto il Filosofo (886-912). Fu allora che la Beata Vergine apparve in tutta la sua gloria celeste a Sant’Andrea il folle per Cristo († 956) – in quanto patrona e mediatrice dei cristiani in preghiera nell’ora della veglia, per chiedere aiuto e protezione, la Beata Vergine li coprì misticamente con il suo santo mantello.

Il quartiere delle Blacherne a Costantinopoli, capitale dell’Impero bizantino, anch’esso sotto il patrocinio della Santissima Vergine, era abitato da valacchi (bláchoi in greco) provenienti dalla Scizia Minore, da cui l’etimologia del nome dato a questo quartiere. La chiesa che fu costruita in questo quartiere della grande città ebbe un ruolo importante nella diffusa devozione alla Madre di Dio che i bizantini ebbero nel corso dei secoli, e diversi miracoli sono collegati a questa chiesa.

Molti dei miracoli erano dovuti sia all’icona della miracolosa Blachernitissa sia alla Protezione della Vergine Maria (il suo santo mantello, oggi venerato nella Cattedrale di Notre-Dame de Chartres in Francia, fu l’inestimabile dono dell’imperatrice bizantina Irene all’imperatore Carlo Magno alla fine del IX secolo), entrambi venerati in questa chiesa.

La Madre di Dio – Imperatrice del cielo

Il suddetto miracolo, di cui ci occupiamo oggi, avvenne durante una veglia notturna, verso la quarta ora della notte (le 22) – la Madre di Dio apparve ai fedeli riuniti nella chiesa per paura di un’invasione barbarica, quella degli slavi, che non erano ancora cristiani e che in quel momento assediavano la città di Costantinopoli.

Presenti a questa veglia, Sant’Andrea il folle per Cristo e il suo discepolo Epifanio videro l’Imperatrice del Cielo, la patrona di tutto il mondo, la Santissima Vergine Madre di Dio, in piedi nei cieli, che pregava con le lacrime per il popolo presente alla veglia. Il miracolo è ancora più commovente perché la tradizione della Chiesa racconta che Sant’Andrea ebbe una particolare visione qualche giorno prima, quando, rapito in cielo, vide tutta la schiera celeste dei santi, senza aver visto la Madre di Dio, che era sulla terra a pregare per l’umanità travagliata.

Dopo qualche giorno, tutti i bizantini della città santa si riunirono nella chiesa che ospitava l’inestimabile tesoro della Protezione della Beata Vergine, per offrire una preghiera di liberazione dall’assalto degli eserciti barbari. Apparve quindi la Beata Vergine risplendente nella luce della grazia e coprì il popolo ortodosso con il suo venerabile mantello (soprabito o velo), circondata da molte schiere celesti e da moltitudini di santi, in abiti bianchi intorno a lei. Alla destra e alla sinistra della Regina stavano il Santo Profeta Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, l’annunciatore della parola di Dio.

Dal racconto ai festeggiamenti

Il primo resoconto storico in relazione al manto della Beata Vergine Maria risale all’epoca dell’imperatrice Pulcheria (399 – 453), moglie dell’imperatore bizantino Marciano (450 – 457), che chiese al patriarca Giovenale di Gerusalemme († 458) di inviarle le reliquie della Beata Vergine Maria per collocarle nella chiesa della Panaghia (della Santissima Madre di Dio) nel quartiere delle Blacherne di Costantinopoli, che era stata fondata da lei.

Oltre a questo luogo di culto, l’imperatrice Pulcheria fondò anche altre due chiese dedicate alla Vergine Maria. È importante notare che nel 451, grazie agli sforzi dell’imperatrice Pulcheria, fu convocato il quarto Concilio ecumenico di Calcedonia, che condannò il nestorianesimo.

Il patriarca Giovenale di Gerusalemme, proprio durante il Concilio di Calcedonia, inviò all’imperatrice Pulcheria i due paramenti più preziosi della Santissima Vergine, la cintura e il suo sacro mantello. In questo modo, la Santissima Madre di Dio si mostrò patrona dei cristiani e della fede vera e giusta, riaffermata nel Sinodo presieduto dall’imperatore Marciano.

I paramenti inviati dal Patriarca erano quelli trovati dai Santi Apostoli nel sepolcro vuoto della Vergine Maria, che fu aperto all’arrivo dell’apostolo San Tommaso, tre giorni dopo la sua dormizione, come racconta il sinassario. La cintura della Madre di Dio (oggi in gran parte presso il Monastero di Vatopedi e il Monastero di Kato Xenia) fu collocata nella Chiesa della Theotokos (Madre di Dio) a Chalkoprateia, e il mantello della Santa Vergine nella Chiesa della Panaghia nel quartiere delle Blacherne.

Il traslazione dei paramenti sacri della Beata Vergine Maria a Costantinopoli è commemorato da due feste: il 2 luglio, quando avvenne la “collocazione del sancro mantello della Madre di Dio nel santuario”, e il 31 agosto, quando avvenne la “collocazione della cintura della Madre di Dio nel santuario” – ultima festa dell’anno ecclesiastico.

Nel XII secolo, la festa della Protezione della Madre di Dio si diffuse particolarmente nel mondo slavo, dove era più popolare rispetto al mondo bizantino, e da lì si diffuse gradualmente nelle terre romene, venendo inizialmente celebrata soprattutto nei monasteri.

La Protezione della Madre di Dio appare nei dipinti di diversi monasteri del nostro Paese, come SucevițaPolovragiGovora e Hurezu, il che indica che questa festa fu era conosciuta da subito, benché il culto della Santa Protezione si è diffuso un po’ più tardi.

In tempi recenti, la festa è diventata sempre più nota, e le sono state dedicate molte chiese e monasteri nel Paese e nella diaspora romena. Nella tradizione greca odierna, questa festa è celebrata in particolare dai monaci del Santo Monte Athos.

Il mistero dell’icona

L’icona della venerabile Protezione della Madre di Dio mostra la Deìpara in piedi, al centro, che scende dal cielo, con le mani alzate in preghiera, e sopra le mani c’è il santo mantello – un’imperatrice che protegge il suo popolo. Ai lati dell’icona ci sono diversi angeli custodi.

In basso a destra nell’icona si trovano Sant’Andrea il folle per Cristo e il suo discepolo Epifanio, che videro la Madre di Dio nella chiesa delle Blacherne, e accanto a loro i dodici Apostoli, oltre a diversi vescovi, monaci, martiri e alcune sante donne. È la Madre di Dio che stende il suo santo mantello sui fedeli riuniti per la veglia – il popolo sofferente riceve la protezione e una mistica benedizione.

Si può vedere Sant’Epifanio fare gesti di stupore alla vista della meravigliosa figura della Madre di Dio. Sotto la rappresentazione dell’imperatrice, al centro dell’icona, si trova un giovane vestito con uno sticharion diaconale. Nella mano sinistra tiene un rotolo aperto su cui è scritto il contacio in onore della Madre di Dio che si canta nella festa del Natale (La Vergine oggi partorisce colui che è oltre la natura…).

Dall’iconografia si capisce che questo giovane non è altro che San Romano il Melode, il grande innografo, la cui memoria si celebra lo stesso giorno – il 1° ottobre. È accompagnato dagli altri cantori della grande chiesa di Costantinopoli. Accanto a lui, l’imperatore Leone il Saggio († 912), l’imperatrice Teofano († 897) e il patriarca di Costantinopoli.

Madre di Dio – Madre della vita

La donna è l’ultima creazione di Dio, perché è anche colei che darà vita al Dio incarnato – “la donna è la gloria dell’uomo” (I Cor. 11,7) e così tutti i misteri sono collegati “perché come la donna è dall’uomo, così anche l’uomo è per mezzo della donna, e tutto è da Dio” (I Cor. 11,12). Come coronamento della creazione e come colei che fin dall’inizio è stata chiamata ad essere la madre di tutti i viventi (Fil 3, 20), la donna compie veramente il suo destino attraverso la Nuova Eva, la Madre di Dio, che diventa la Madre di tutti.

Il mantello della donna, che oggi ci viene mostrato mediante la Santissima Vergine, è anche il mantello della gloria di Dio, è il mistero di cui la donna è rivestita, il mistero da cui scaturisce la vita, e che oggi si rivela a noi come la fonte dell’amore che rivela a sua volta il mistero della misericordia senza limiti.

Il mistero della Protezione della Madre di Dio è il mistero della Vergine Maria, che prega non solo per la città di Costantinopoli, assediata dai barbari, ma anche per tutta l’umanità, colpita dal dolore, dalla caduta e dal peccato. Oggi è la festa del mistero della Madre di Dio che è patrona e custode di tutti noi – la Protezione della Madre di Dio si mostra come la protezione dell’amore materno che salva l’umanità dalla morte.

La preghiera della Madre di Dio è quella preghiera di grande potenza che unisce il cielo e la terra, gli angeli e gli uomini, e oggi si rivela a noi nel mistero della Santa Protezione. La preghiera comunitaria dei bizantini si è dimostrata oggi molto più potente della preghiera di ogni singolo individuo, da qui la rivelazione della figura della Madre di Dio durante la veglia, che mostra che la nostra preghiera è sempre avvolta dalla sua preghiera.

È la preghiera che scaturisce dal cuore della Vergine Purissima che protegge l’intera umanità, l’intero creato, che ai piedi della Croce viene affidato alla Madre di Dio – “Donna, ecco tuo figlio! Ed egli disse al discepolo: “Ecco tua madre!” (Gv 19, 26-27). Da allora a oggi, siamo chiamati a unire la nostra preghiera alla sua preghiera, il nostro cuore al suo cuore, il nostro vivere al suo vivere, la nostra vita alla sua benedizione.

La festa di oggi ci rivela anche la gioia di essere sotto la protezione della Madre di Dio, che ci avvolge come una madre sotto il suo manto di misericordia, di conforto e di doni. Come una madre ama tutti i suoi figli allo stesso modo, ma ognuno sente il suo amore in modo diverso, secondo il modo in cui ciascuno si relaziona con lei e lo stile di vita che conduce, così la Madre di Dio ama tutti gli uomini e intercede presso Cristo per tutti, senza parzialità.

Tutti noi sperimentiamo questa intercessione nel modo in cui viviamo la nostra vita di cristiani e portiamo con coraggio il mistero della Croce, nel modo in cui siamo disposti a ricevere la benedizione celeste e i doni che ci vengono da Cristo e, soprattutto, nel modo in cui siamo chiamati a diventare figli della Madre.

La Madre di Dio – Madre di Misericordia

La Madre onoratissima e veneratissima e al di sopra di tutto il creato, di cui oggi onoriamo la Santa Protezione, quando le tentazioni e le difficoltà si scatenano sulla faccia della terra al di là del nostro potere di sopportarle, intercede in ginocchio davanti alla Santissima Trinità per calmarle e sedarle, per avere misericordia di coloro che anche oggi si riuniscono in veglia mistica per chiedere la sua misericordia, che è al di sopra di ogni misericordia.

La tradizione della Chiesa ha conservato nel cuore dei fedeli il dolce inno dell’acatisto della Santa Protezione, che mostra la Santissima Vergine che prega il trono della Santissima Trinità: “Re celeste, accogli tutti coloro che ti pregano e invocano il mio nome per chiedere aiuto, affinché nessuno si ritragga dal mio volto senza aiuto e inascoltato” (ikos 10). Osiamo anche noi offrire canti di lode e preghiere di ringraziamento alla Madre di Dio, che non lascia inascoltata nessuna preghiera e nessuna lacrima, portando consolazione e conforto a tutte le anime che con fede la adorano e chiedono il suo aiuto.

“La Vergine oggi presiede nella Chiesa e con la schiera dei santi prega Dio invisibilmente, gli angeli con i gerarchi si inchinano, e gli apostoli con i profeti danzano; poiché per noi prega la Deìpara prega il Dio che è prima dei secoli”.

(Contacio della festa)

† Atanasie di Bogdania