La Natività della Madre di Dio | Il mistero della luce d’amore da cui è nato Cristo

Vangelo secondo Luca 10, 38-42; 11, 27-28

Se alla fine dell’anno ecclesiastico, il 15 agosto, celebriamo La dormizone della Beata Vergine Maria, in cui colei che ha dato alla luce il Cristo Salvatore passa alla vita eterna, essendo la Madre della Vita, diventando così l’immagine della compassione (e della misericordia) verso noi uomini, l’8 settembre accogliamo la prima grande festa del nuovo anno ecclesiastico: la nascita della Madre di Dio, la nuova Eva, l’immagine dell’uomo divinizzato, senza peccato, in cui si compie l’opera salvifica della venuta del Salvatore Cristo nel mondo.

L’inizio dell’anno ecclesiastico è veramente benedetto dalla festa di oggi: il mistero della luce d’amore, la Madre di Dio, da cui è nato Cristo. Secondo la tradizione ebraica, settembre è considerato il mese della creazione . Tutta la creazione del mondo è coronata dalla creazione dell’uomo il sesto giorno. Il settimo giorno Dio si riposò e la Chiesa ci insegna che l’ottavo giorno è il giorno escatologico, il giorno della resurrezione senza fine, cioè dell’età futura, dell’eone, il giorno che non finirà mai e che godremo nell’eternità.

La festa odierna, che benedice l’inizio del nuovo anno ecclesiastico, è entrata più profondamente nella coscienza dei fedeli (anche) con la consacrazione della chiesa dedicata alla Natività della Vergine Maria a Gerusalemme da parte dell’imperatrice Eudossia all’inizio del V secolo, nel luogo in cui, secondo la tradizione, era la casa dei santi progenitori Gioacchino e Anna, non lontano dalla Porta d’Oro (il luogo del misterioso incontro tra i due sposi, così splendidamente immortalato nell’icona in un dolce abbraccio d’amore, quando ebbero anche la rivelazione divina della nascita della Vergine).

Nel VI secolo, San Romano il Melode compose il contacio e l’ico della festa della Natività della Vergine Maria, e più tardi, i santi Andrea il Cretese (VII secolo) e Giovanni Damasceno (VIII secolo) composero il Canone, che è una vera e propria confessione di fede.

Madre di Dio, il più grande dono di Dio all’umanità

Oggi, nell’ottavo giorno di festa (secondo l’antica tradizione ebraica), celebriamo la nascita della Madre di Dio, il dono più grande che Dio ha fatto a noi, il genere umano. Ma anche noi gli abbiamo dato la Vergine Maria. Per quanti doni abbiamo fatto al Signore, nulla è paragonabile al dono più prezioso di tutti: la Madre di Dio.

Oggi, attraverso la Vergine Maria, vediamo la nuova Eva, che scioglie le catene della maledizione della disobbedienza dei nostri antenati Adamo ed Eva. Da lei nasce il Nuovo Adamo, che non sbaglia più come il primo Adamo e che salverà anche noi.

L’umanità, attraverso la Madre di Dio, dà a Dio il corpo da cui nascere e salvarci. Dal corpo di un servo (San Basilio il Grande), che portava il sigillo dell’impotenza e delle nostre cadute, Dio ha fatto un corpo santo, che attraverso il mistero della morte ci dà la vita. Questo Corpo lo riceviamo in ogni Divina Liturgia attraverso la Santa Comunione.

Il mistero della nascita della Beata Vergine apre la strada a un mistero ancora più grande, cioè che si rivelerà l’arca di Dio, la camera del tesoro dell’Imperatore. Affinché Cristo possa entrare nel mondo, per concedere la salvezza, “oggi si aprono le porte sterili e si apre la divina porta verginale divina e si apre la porta verginale di Dio” (vespri della festa).

Il Salvatore è già presente nella Madre di Dio, che porterà in braccio, come ci dice il tropario della festa della Natività: “La tua nascita, o Madre di Dio, ha portato gioia a tutto il mondo, perché da te è sorto il Sole della giustizia, Cristo nostro Dio. E dopo aver sciolto la maledizione, ha dato la benedizione. Ha messo a morte la morte e ci ha dato la vita eterna”. Con la nascita della Madonna inizia a compiersi la storia della salvezza del genere umano.

La Madre di Dio – Giardino del Cielo

La Madre di Dio non ha sbagliato davanti a Dio. È la figlia di Dio Padre, la sola e unica che diventa madre di Dio Figlio e, in modo misterioso, sposa non sposata di Dio Spirito Santo. Per grazia ricevuta, dà alla luce Cristo, il Figlio di Dio. È questa stessa Grazia che le ha dato forza e l’ha fortificata quando ha visto le sofferenze attraverso cui è passato suo Figlio. Così, attraverso la Madre di Dio comprendiamo che dobbiamo essere simili a Dio ed essergli graditi.

Come Madre del Verbo di Dio incarnato, la Madre di Dio prese a cuore (Lc 2,19.51) tutte le azioni e le parole del Figlio, e come Madre vera e amorevole di tutti coloro che credono al Figlio: “Donna, ecco il tuo Figlio” (Gv 19,26), Ella mette e prende a cuore tutte le nostre realizzazioni e i nostri fallimenti, le nostre gioie ma anche i nostri dolori, portando una dolce grazia e consolazione.

L’umiltà della Madre di Dio è incommensurabile per noi. Incontriamo la Madre di Dio tre volte nei Vangeli. Innanzitutto, nel primo capitolo di Luca: Ecco la serva del Signore. Avvenga di  me secondo la tua parola“ (Lc. 1, 38), nello stesso capitolo, quando incontra la sua parente, santa Elisabetta, esclamando, toccata dalla grazia divina, quel meraviglioso canto chiamato Cantico della Madre di Dio”L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito ha esultato in Dio mio salvatore…” (Lc. 1, 46-47 ss.) e infine, nel secondo capitolo di Giovanni, alle nozze di Cana di Galilea, quando si accorse che gli sposi avevano finito il vino: Sua madre disse a quelli che servivano: Fate quello che vi dirà”. (In. 2,5) Oltre a queste, nel Vangelo cala il silenzio sulla Madre di Dio.

In queste tre testimonianze, però, si nasconde il tesoro della vita cristiana: innanzitutto affidarsi completamente alla volontà di Dio (“Avvenga per me secondo la tua parola”)lodarlo incessantemente (“L’anima mia magnifica il Signore”) e, in terzo luogo, seguire sempre i suoi comandamenti (“Fate quello che vi dirà”). In queste testimonianze si nasconde il dono inestimabile della Madre di Dio al mondo.

Per poter rispondere all’incommensurabile amore di Dio, che per secoli ha atteso con ansia di redimere il vecchio Adamo, la Madre di Dio (che rappresenta l’intera umanità) ha dovuto unire la volontà di Dio con la volontà dell’uomo.

L’icona che interpreta il mistero

L’iconografia della nascita della Vergine Maria rimane del tutto fedele al tropario di questa festa. La Madre di Dio è raffigurata in una culla, come un bambino in fasce, e sopra la sua testa si trovano le consuete iniziali ΜΡ – ΘΥ (Madre di Dio – in greco Μήτηρ (τοῦ) Θεοῦ).

La parte centrale dell’icona è dominata dal volto di Sant’Anna, che è raffigurata seduta a letto. Con la mano sinistra sostiene il capo chino – i pii pensieri causati dall’incomprensibile miracolo si leggono nell’espressione del suo volto. Al centro dell’icona si trovano anche le giovani ancelle (forse parenti) che accorrono per assistere Sant’Anna.

Sul lato destro dell’icona è raffigurato anche il lato destro di Gioacchino, immerso nella preghiera. Gioacchino è in piedi davanti alla Vergine e guarda verso di lei mentre le parla. I santi padri Gioacchino e Anna e la Madre di Dio sono tutti raffigurati con l’aureola, segno di santità.

L’intera icona è pervasa da uno stato di gioia travolgente. I colori dei paramenti e degli elementi architettonici sono vivaci, i volti sono luminosi, tutto irradia luce: la gioia della nascita di una bambina dopo anni di attesa è indescrivibile.

I santi e divini padri Gioacchino e Anna

La tradizione ci dice che San Gioacchino, il giusto e santo Gioacchino, era della tribù di Giuda, della stirpe del re Davide. Anna, sua moglie, era figlia del sacerdote Mattan, della tribù di Levi. Da qui, ci dice San Giovanni Crisostomo, ci viene mostrata chiaramente la discendenza, sia sacerdotale (Cristo – sommo sacerdote in eterno) che regale (Cristo Re) del Salvatore, che nascerà dalla Santissima Vergine.

Matan ebbe tre figlie: Maria, Zoe e Anna. Maria si sposò a Betlemme e partorì Salomea, Zoe si sposò a Betlemme e partorì Elisabetta, madre del Santo Profeta Giovanni Battista, e Anna si sposò a Nazareth con Gioacchino e fu colei da cui sarebbe nata la Madre di Dio.

Gli scritti apocrifi raccontano che Gioacchino e Anna si sposarono per cinquant’anni senza avere figli. Vivevano in pace e nella fede, aiutando sempre i poveri e gli afflitti, dando sempre un terzo di tutti i loro beni al Tempio.

In età avanzata, addolorati per il fatto che l’offerta fatta al Tempio non era stata ricevuta perché non erano stati benedetti con dei figli, dopo una profonda preghiera dal cuore spezzato e dall’anima addolorata, ricevono una parola da Dio attraverso l’angelo che dice loro che avranno una figlia molto benedetta, attraverso la quale saranno benedette tutte le nazioni della terra e attraverso la quale verrà la salvezza del mondo”. Anna rimase presto incinta e nove mesi dopo, senza un solo giorno, diede alla luce la Beata Vergine. La Natività della Madonna viene celebrata il 9 dicembre e la sua Nascita l’8 settembre.

All’età di tre anni, Gioacchino e Anna portano la Vergine Maria al Tempio, dove viene dedicata al servizio di Dio e affidata alle cure del sacerdote Zaccaria. L’ingresso della Vergine Maria nella Chiesa (Tempio) si celebra il 21 novembre.

Figlia di Adamo e Madre di Dio

San Giovanni Damasceno ha composto i più bei canti di lode per la festa della Natività della Santissima Vergine di Dio (tra cui il cantico dell’Eucaristia). In uno dei suoi scritti, ci presenta saggiamente queste parole di lode:

O coppia di tortore sapientissime, Gioacchino e Anna! Voi, osservando la saggia legge della natura, siete stati dotati di ciò che è al di sopra della natura; avete generato al mondo la Madre di Dio, che ha partorito senza tentazioni maschili.Tu, dopo aver vissuto nella pietà e nella santità nella natura umana, hai ora generato una figlia al di sopra degli angeli e padrona degli angeli.

O figlia troppo bella e troppo dolce; o giglio che sei spuntato tra le spine, dalla radice troppo nobile e troppo regale di Davide… O rosa che sei spuntata dalle spine dei Giudei e attraverso la quale tutte le cose sono state riempite di buon profumo. O figlia di Adamo e Madre di Dio. Benedette le cosce e il grembo da cui sei sbocciata, benedette le braccia che ti hanno sollevato e le labbra che si sono deliziate dei tuoi baci puri, solo le labbra del Padre, perché tu sia in tutto sempre Vergine”.

La Madre di Dio è il misterioso ponte tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Solo lei è stata in grado di far scendere il cielo sulla terra e di rendere Dio uomo. È la predicazione dei profeti, l’attesa dei giusti, ma anche la gioia degli angeli, la gloria degli apostoli, l’audacia dei martiri e la gioia dei santi, equindi è la gioia di tutte le nazioni.

La Santissima Vergine di Dio è stata prefigurata (nell’Antica Alleanza):

– dalla scala di Giacobbe;

– dalla colomba di Noè, che riconciliò l’umanità con Dio;

– dal roveto ardente, che ardeva e non si consumava nella visione di Mosè;

– dalle Tavole della Legge, scritte da Dio sul Monte Sinai;

– dall’arca dell’Antica Legge, davanti alla quale balzò il profeta Davide;

– dalla verga di Aronne, che egli portava;

– dall candelabro a sette bracci;

– dall’incensiere d’oro

– dalla lana di Gedeone;

– dal monte non  tagliato nella visione del profeta Daniele;

– dalla fornace in cui si raffreddarono nell fuoco i tre giovani a Babilonia.

La Madre di Dio è il dono più prezioso di Dio dato ai progenitori Gioacchino e Anna in risposta alle loro insistenti preghiere. Per dare alla luce colei che sarebbe diventata la Madre della Vita, Gioacchino e Anna dovevano essere pieni di grazia, pieni di preghiera, allontanati da tutte le passioni carnali, attraverso l’ascesi, il digiuno, la pazienza, l’umiltà e una vita spirituale.

Oggi la Vergine Immacolata diventa il dono di Dio a tutta l’umanità, il compimento di tutte le promesse dell’Antico Testamento. Oggi si compie anche la promessa fatta dal Signore in cielo: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra il tuo seme e il suo seme; essa ti schiaccerà il capo e tu la schiaccerai ” (Fil 3,15).

Colei che nasce oggi, la Vergine Maria, è il nuovo Giardino dell’Eden, il nuovo Cielo parlante, come lo hanno chiamato i Padri della Chiesa, nel quale nascerà un nuovo albero della vita, un nuovo Adamo, Cristo Signore, dalla cui costola trafitta saremo tutti redenti.

Se in Adamo ed Eva (la madre di tutti i viventi) pensavamo di avere la vita, ma la vita si è rivelata morte con la caduta nel peccato – oggi, attraverso la Madre di Dio, scopriamo veramente il nuovo Cielo, la nuova Vita, quel Cielo in cui la Vergine Santissima parlava solo con Dio, non ascoltando (come Eva un tempo) la parola del tentatore, ma gradendo in tutto l’Altissimo.

Colei che viene al mondo oggi porta il nome di “Maria” (Miryam), che in aramaico significa “amante della luce”.Colei che ama la luce, ci rivela la vera Luce che illumina tutti. Dio si affida all’umanità attraverso la Madre di Dio, perché la Madre di Dio ha portato il pentimento per il mondo intero attraverso la sua cura; e le sue lacrime non si asciugano mai, intenerendo il cuore di suo Figlio per salvare il genere umano.

La fine del Vangelo di Giovanni suggella, ai piedi della Croce, il mistero dell’Amore che nasce dalla sofferenza: “Donna, ecco tuo Figlio! (Figlio, ecco tua madre! (In. 19, 26-27) e con questo ci affida il dono più inestimabile: il Signore ci lascia sua Madre per l’eternità.

Che anche noi possiamo nutrirci del mistero che oggi scioglie la maledizione, portando la benedizione e rovinando la morte, e ci dona la vita eterna!

† Atanasie di Bogdania