Dormizione della Madre di Dio | Madre di Dio – Madre della vita
Vangelo secondo Luca 10, 38-42; 11, 27-28
La festa della Dormizione della Madre di Dio è la più grande delle feste dedicate alla Santissima Vergine. Anche se il Vangelo parla molto poco della Madre di Dio, lasciando la maggior parte della sua vita sulla terra avvolta nel mistero, la Santa Tradizione, gli inni e i tropari del Mineo e gli scritti dei Santi Padri ci rivelano molti dettagli sulla Madre della Vita.
La Tradizione dice che la Dormizione della Madre di Dio avvenne trentatré anni dopo la Risurrezione. Trentatré anni del Signore sulla terra aprono la strada ad altri trentatré anni di attesa della misteriosa Dormizione della Regina – quando la Vergine pura sarà presa tra le braccia di Colui al quale ha dato la vita.
Le prime testimonianze scritte di questa grande festa risalgono all’inizio del V secolo, quando il culto della Beata Vergine iniziò a crescere notevolmente, soprattutto dopo il Terzo Concilio Ecumenico (tenutosi nel 431 a Efeso). Questo Sinodo combatté l’eresia di Nestorio e consacrò il termine Deìpara (in greco Theotokos) per colei che diede carne al Verbo di Dio, Cristo Signore.
La diffusione della festa della Dormizione della Madre di Dio in Oriente si deve all’imperatore bizantino Maurizio (528-603), che ricostruì la chiesa dedicata alla Vergine di Dio nell’orto del Getsemani a Gerusalemme, e la tradizione vuole che la festa fosse celebrata il 15 agosto.
I Padri della Chiesa hanno sempre visto una grande benedizione nel fatto che, sia all’inizio che alla fine dell’anno liturgico, esso sia coronato da due grandi feste dedicate alla Vergine Maria: la Natività (8 settembre) e la Dormizone (15 agosto) della Madre di Dio. Il coronamento dell’anno rimane sotto il patrocinio di colei che anche dopo la sua Dormizione non ha lasciato il mondo, per il quale versa infinite lacrime.
Il Sinassario del giorno, oltre al significato della festa, ci rivela anche il miracolo (forse il più grande) del passaggio in cielo della Santissima Vergine Maria:
“Allora ci fu un grande tuono e tutti gli apostoli di Cristo vennero come nuvole dalle estremità della terra alla casa della Madre di Dio a Gerusalemme. E quando Pietro iniziò il canto di sepoltura, gli Apostoli alzarono il giaciglio e accompagnarono il corpo, che aveva accolto Dio, al sepolcro. E quando gli Apostoli giunsero al villaggio del Getsemani e deposero nel sepolcro il corpo della Madre di Dio, rimasero lì ancora tre giorni, aspettando il santo apostolo Tommaso, che era assente per ordine divino.
E quando arrivò, il santo apostolo Tommaso era addolorato, perché non era stato degno di vedere l’immagine della Vergine Maria come gli altri Apostoli. Così, per decisione comune, il sepolcro fu aperto per lui. E quando fu aperto, si meravigliarono di trovare il sepolcro senza il suo corpo santo, ma solo con il sudario, come consolazione e testimonianza indiscutibile del passaggio ai cieli della Madre di Dio con il suo corpo“.
Madre di Dio – Madre della vita
Nel tropario della festa della Dormizione, chiamiamo la Madre di Dio – la Madre della Vita, perché colui che ella ha partorito è la vera Vita e la fonte della vita eterna. Nel Vangelo di Giovanni (1, 4) leggiamo: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”, e di questa Vita abbiamo imparato a nutrirci in ogni Divina Liturgia. Così ci dice provvidenzialmente anche il Salmista, scrivendo: “avevamo fame e sete; l’anima in noi veniva meno. Ma abbiamo gridato al Signore nella nostra afflizione ed egli ci ha liberati dal nostro bisogno” (Sal 106, 5-6).
La Madre di Dio è sempre stata al fianco delle persone nei momenti decisivi della vita. Anche in quelli meno decisivi. Ricordiamo fin dall’inizio, a Cana di Galilea, quando si accorse e si preoccupò anche di un semplice (ma importante) dettaglio: che gli sposi avevano finito il vino, pregando e sollecitando il Signore a compiere un miracolo per evitare il dispiacere dei commensali e portare loro la gioia, ma anche per elevare la loro mente dalle cose mondane a quelle spirituali, per prepararli al vero miracolo: la trasformazione (cambiamento) dell’uomo interiore.
Attraverso le preghiere della Madre di Dio, Cristo è Colui che cambia l’acqua del vecchio mondo nel vino buono del Regno dei Cieli, dando sapore e gusto di salvezza a tutti e a tutte. A poco a poco, “come non sappiamo” (Mc 4, 27), per mezzo di miracoli e ordinamenti “mostrati o non visti, conosciuti o sconosciuti” (Preghiera dell’anafora della Liturgia di San Giovanni Crisostomo), da noi compresi o incompresi, il Signore vuole trarci dalle “cose terrene alle cose celesti, dalle malvagie alle buone, dalle temporali alle eterne” (Preghiera dell’anafora della Liturgia di San Basilio il Grande).
In quanto Madre del Verbo incarnato di Dio, la Madre di Dio “prese a cuore” (Lc 2,19.51) tutti i fatti e le parole di suo Figlio, e in quanto Madre vera e amorevole di tutti coloro che credono a suo Figlio: “Donna, ecco il tuo Figlio” (Gv. 19, 26), mette e prende a cuore tutte le nostre realizzazioni e i nostri fallimenti, le nostre gioie e i nostri dolori, le nostre pene e i nostri dolori, le nostre pene e la nostra felicità, portando grazia e pienezza.
L’icona che interpreta il mistero
La Madre di Dio è al centro dell’icona della Dormizione distesa su un letto, con le mani giunte sul petto, in un silenzio di pace celeste. Ai lati del letto ci sono due candelabri con candele accese, luce di grazia e di vita. Ai piedi della Madre di Dio sta l’apostolo Pietro, che incensa con il turibolo, e alla sua testa stanno gli apostoli Paolo e Giovanni, dalla parola divina, che stringono la Madre celeste in un abbraccio silenzioso.
Gli altri apostoli sono in piedi, così come alcuni santi gerarchi – Dionigi l’Areopagita, Ieroteo e Timoteo – che tengono in mano il Santo Vangelo. Sullo sfondo, alcune donne, amiche della Vergine Maria, piangono, addolorate per il dispiacere della separazione.
A destra della casa della Madonna si trovano San Giovanni Damasceno e San Cosma il Melode, che hanno composto inni di lode dedicati alla Madre di Dio.
L’icona raffigura spesso anche una vicenda narrata dalla tradizione, secondo la quale un ebreo tentò di rovesciare il letto in cui giaceva la Beata Vergine Maria. L’iconografo raffigura un angelo che arriva e taglia le mani dell’uomo con una spada per impedirgli di farlo. Il malcapitato è raffigurato in ginocchio davanti al letto in cui giace la Madre di Dio, con le mani mozzate ancora appese al letto, e di fronte a lui c’è l’angelo con la spada alzata.
Al centro dell’immagine, sopra la Madre di Dio, vediamo il Signore Cristo vestito di abiti bianchi in una nube di luce, circondato da angeli (l’immagine ci riporta all’icona della Trasfigurazione – Cristo si rivela anche qui com’è). Il Salvatore tiene tra le braccia l’anima della Madre di Dio, che gli ha dato la vita, sotto forma di bambina in fascie (come il Bambino Gesù, che fu tenuto al seno dalla Purissima Vergine).
L’iconografo ha colto magnificamente il momento in cui colui che è stato tenuto tra le braccia della Madre di Dio oggi tiene tra le braccia la Madre della Vita – colei che ha tenuto il Signore come un bambino tra le sue mani sante, oggi, come una bambina vergine, viene accolta tra le braccia della Divinità.
L’intera icona della festa della Dormizione della Madre di Dio è incentrata sul carattere mortale della Madre di Dio, quindi sul mistero della sua piena umanità. Il carattere della festa, che mostra proprio la Dormizione, e non il passaggio al cielo, della Madre di Dio, è chiaramente esposto davanti a noi. Tutta la Chiesa è presente alla sua morte (addormentamento), mentre il mistero del suo trasferimento corporeo in cielo rimane un mistero nascosto.
In tutte le icone che raffigurano la Vergine Maria vediamo una rappresentazione naturale: la Beata Vergine con il Bambino in braccio – oggi, nell’icona della festa, vediamo al contrario come Cristo tiene in braccio sua Madre. I santi ci hanno lasciato le loro reliquie da venerare e la Madre di Dio ci ha lasciato le sue icone. Per ogni giorno dell’anno abbiamo un’icona rappresentativa della Vergine Maria. In ogni città, villaggio, chiesa o monastero c’è un’icona della Madre di Dio (in romeno detta: Axionița) particolarmente onorata e, per coloro che la venerano con devozione e fedeltà, l’icona diventa un’operatrice di miracoli e una fonte di consolazione.
Marta e Maria
Il Vangelo della festa di oggi è un Vangelo di obbedienza e umiltà. San Luca, apostolo ed evangelista, ci racconta l’incontro del Signore con le due sorelle che lo amavano tanto, Marta e Maria, che saranno anche testimoni della risurrezione del loro fratello Lazzaro, che il Signore amava tanto. È il Salvatore che loda la virtù di Maria senza disprezzare lo zelo di Marta, da cui il mistero del Vangelo, che mostra la Madre di Dio come obbediente e umile in tutto: “Il Signore le disse: “Marta, Marta, tu sei attenta e diligente per molte cose, ma una sola devi fare: Maria infatti ha scelto la parte buona, che non le sarà tolta” (Lc 10,41).
La Madre di Dio è insuperabile in purezza e verginità, in obbedienza e umiltà. Con la disobbedienza, l’uomo ha perso la sua vita in cielo con Dio e la sua comunione con Lui. È la Madre di Dio che, attraverso l’obbedienza, riporta Dio in mezzo agli uomini e rende possibile la vita con Lui. È attraverso l’obbedienza che possiamo ristabilire la nostra comunione perduta con il Signore, tornando ad essere veramente suoi figli.
L’obbedienza è la virtù che meglio caratterizza la Madre di Dio, quindi la virtù di Maria nella pericope evangelica, colei che ascolta la parola di Dio, che è Vita. La morte è entrata nel mondo attraverso la disobbedienza. L’obbedienza è dunque vivificante: chi vuole raggiungere la salvezza deve raccogliere nel proprio cuore tutte le parole di Dio, come fece la Madre di Dio nel corso della sua vita.
La Vergine Maria divenne un modello di obbedienza alla parola di Dio per tutti gli uomini, e il mondo intero si rallegrò e la onorò per le sue virtù. La Madre di Dio, essendo colei che realizza, in un modo che è pellegrino per tutti noi, le parole della preghiera del Padre Nostro: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6, 10).
Madre di Dio – Giardino del cielo
Dal momento dell’incarnazione del Verbo, la Madre di Dio diventa la vera Arca della Legge, perché attraverso di lei Cristo si è fatto uomo come noi e ha vissuto in mezzo a noi. Il mistero dell’amore per la Madre di Dio è anche il mistero della preghiera. Chi ama Dio prega e intreccia la sua anima con la divinità.
Dio si affida agli uomini attraverso la Madre di Dio, perché la Vergine Madre con il suo comportamento ha portato al pentimento del mondo intero; e le sue lacrime non si sono mai asciugate, intenerendo il cuore di suo Figlio per salvare l’intero genere umano.
L’umiltà della Madonna è incommensurabile per noi. Incontriamo la Madre di Dio tre volte nei Vangeli. Innanzitutto, nel primo capitolo di Luca: “Ecco la serva del Signore. Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc. 1, 38), nello stesso capitolo, quando incontra Santa Elisabetta, sua parente, esclamando, toccata dalla grazia divina, quel meraviglioso canto chiamato Cantico della Madre di Dio ( o Magnificat): “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito ha esultato in Dio mio Salvatore…” (Lc. 1, 46-47 ss.), e infine, nel secondo capitolo di Giovanni, alle nozze di Cana di Galilea, quando si accorse che gli sposi avevano finito il vino: “Sua madre disse a quelli che servivano: Fate quello che vi dirà” (Gv. 2,5). A parte questo, nel Vangelo cala il silenzio sulla Madre di Dio.
In queste tre testimonianze, però, si nasconde il tesoro della vita cristiana: innanzitutto affidarsi interamente alla volontà di Dio (“Avvenga di me secondo la tua parola”), lodarlo incessantemente (“L’anima mia magnifica il Signore”) e, in terzo luogo, seguire sempre i suoi comandamenti (“Fate quello che vi dirà”). In queste testimonianze si nasconde il dono inestimabile della Madre di Dio al mondo.
Per poter rispondere all’incommensurabile amore di Dio, che per secoli ha atteso con ansia di redimere il vecchio Adamo, la Madre di Dio (che rappresenta l’intera umanità) ha dovuto unire la volontà di Dio con la volontà dell’uomo.
In verità, allora, chi cerca la perfetta felicità, cerchi la Santissima Vergine! Perché attraverso di lei veniamo a partecipare all’Albero della Vita, al Corpo di Cristo, attraverso di lei raggiungiamo la terra promessa – il Paradiso, l’eredità dei giusti.
Madre di Dio – la scala celeste
San Gregorio Palamas, in una delle sue omelie sulla festa della Dormizione della Madre di Dio, dice così splendidamente che: “con le sue esortazioni e i suoi racconti ai divini predicatori che andavano fino ai confini della terra, la Madre di Dio era un sostegno e un conforto per tutti, essendo vista e ascoltata, e insieme lavorando in ogni modo per la predicazione del Vangelo”.
La festa di oggi ci affida anche il fatto che, se la morte dei santi è onorata e la commemorazione dei giusti è celebrata con lode, quanto più questo deve avvenire per la Madre di Dio che è Santa di tutti i Santi, attraverso la quale viene la santificazione di tutti i Santi.
Oggi la Regina del Cielo e della Terra realizza la profezia dei Salmi che dice che si è seduta alla destra del Re di Dio “con una veste d’oro e un abito di grande bellezza” (Sal 44,11). La veste d’oro è il suo corpo illuminato dalla luce divina e l’abito di grande bellezza è il suo ornamento con tutte le virtù che vanno oltre la comprensione del mondo. La Madre di Dio sale con il suo corpo al cielo ed è l’unica che con il suo corpo glorificato sarà con suo Figlio per l’eternità.
Con la sua misteriosa ascesa al cielo, la Madre di Dio unisce il basso con l’alto, il terreno con il divino, e questo per sempre. San Gregorio Palamas ci dice che colei che ha preso in sé Colui che riempie tutte le cose, doveva essere al di sopra di tutte le cose e superare tutte le cose con le sue virtù. Lei, Signora del cielo e della terra, è al di sopra di tutto e più in alto di tutti i santi e di tutti gli angeli e di tutte le potenze celesti che sono stupiti nel vederla esaltata in cielo tra le braccia del suo amato Figlio.
Madre e vergine pura
Il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio è nascosto nella nascita soprannaturale: è la Madre di Dio che adorna la natura divina del Salvatore con la nostra natura umana, che unisce il cielo e la terra, che riconcilia il celeste con il terreno, ciò che è naturale con la natura creata da Dio.
Oggi vediamo la Madre di Dio rivelarsi a noi come figlia di Dio Padre, madre di Dio Figlio e mistica sposa di Dio Spirito Santo. Una misteriosa rivelazione della Santa Trinità che, attraverso la Madre di Dio, si lega per l’eternità all’umanità che riceve la salvezza.
Padre Petroniu Tanase della skite athonita Prodromul dice in modo così bello che: “Ogni Chiesa ortodossa ha il suo nome particolare. I romeni hanno “Maică Domnului”, vale a dire “Madre di Dio”. Il popolo rumeno si è fermato a questo nome per la sua sensibilità al ruolo della madre. Ma ella è qualcosa di più. Non usano infatti la parola “madre”, ma la parola “maică”, che di solito è riservata alle donne che vivono come vergini, alle monache… il popolo ha colto, in un semplice nome, entrambi questi tratti: madre e vergine”.
Più unita a Cristo di tutti i santi
Il Santo Confessore Dumitru Stăniloae dice così splendidamente che “nella Madre di Dio abbiamo in cielo un cuore di madre, un cuore che si è sciolto di più per suo Figlio e che ha battuto e batte ancora per la sua causa, che è la nostra salvezza, perché la salvezza non è una questione di giustizia ma di amore tra Dio e gli uomini; un amore che da parte degli uomini è diventato ardente e culminante, concentrandosi in un cuore di madre e manifestandosi attraverso di lei”.
San Dumitru Stăniloae continua: “… per questo chiediamo alla Madre di Dio, incomparabilmente più spesso che a tutti gli altri santi, di pregare per noi e per tutti i nostri cari. Sempre, dopo due tropari rivolti a Dio, il terzo è rivolto a lei. Se a ogni santo è dedicato un giorno principale dell’anno ecclesiastico per essere onorato e lodato, la Madre di Dio è lodata ogni giorno, anche se ha diverse feste altrettanto importanti a lei dedicate in modo speciale.
Il ritornello si ripete incessantemente: “SANTA MADRE DI DIO, SALVACI” (in greco: soson imas). Ma non le si dice mai: “Abbi misericordia di noi” (greco: eleison imas). Questa espressione, rivolta a Dio solo, afferma la convinzione che dipendiamo interamente dalla misericordia di Dio. Il “SALVACI” rivolto alla Madre di Dio non ha il significato di SALVATORE, come opera compiuta da Cristo, ma di “SALVATAGGIO” o “RISORGIMENTO” da varie difficoltà, afflizioni, pericoli, tentazioni, che sono anch’esse connesse alla salvezza”.
Dalla Dormizione alla Risurrezione
Il digiuno della Dormizione della Madre di Dio, dicono gli anziani, si distacca dalla Quaresima di Pasqua, che è ontologicamente legata alla Risurrezione, essendo quella che rivela in anticipo la festa di oggi. La Madre di Dio assapora prima di tutto la Risurrezione con il corpo.
Nell’icona di oggi vediamo (anche) il segno della Croce e della sofferenza: la Madre di Dio distesa orizzontalmente e il Signore Cristo in piedi accanto a lei. I due piani ci rivelano il mistero della Croce, la chiave che apre il Regno dei Cieli – la via della Risurrezione, ma non prima di aver assaggiato il dolore e la sofferenza. Per poter aprire le porte del cielo, anche noi abbiamo bisogno di: preghiera, correzione, umiltà, necessità, perdono, amore e soprattutto pazienza – come la Madre di Dio. Tutti questi elementi costituiscono la nostra Croce che ci conduce verso il Paradiso.
La festa di oggi ci rivela (anche) il mistero della morte – che, attraverso il sacrificio della Madre di Dio, non diventa morte (!) ma sonno per tutti noi – ma anche il mistero della vita, che, attraverso il sacrificio di Cristo Salvatore sulla Croce, diventa Risurrezione e Vita.
Il mistero dell’amore della Madre di Dio rivela oggi la forza di vincere la morte che diventa torpore e ci risveglia alla vita donata da Cristo.
La Madre di Dio prega incessantemente per il mondo intero, soprattutto quando è afflitto dal dolore, dalla sofferenza e dall’afflizione. Proprio come una madre! Essendo passata dal mondo transitorio al regno bello e illuminato, con il suo Figlio prediletto, circondata da tutti gli abitanti del cielo che sono stati graditi al Signore da sempre, la Madre di Dio rimane una costante supplica a Dio per tutto il mondo cristiano e dispensatrice di ogni bene.
L’Arcangelo l’ha definita piena di grazia; nutriamoci anche noi di questa pienezza, che continuamente fa piovere doni benedetti sul mondo intero.
Santissima Madre di Dio, salvaci!
–
“Nel parto hai custodito la Verginità, nella Dormizione non hai abbandonato il mondo, o Deipara; sei passata alla Vita, essendo Madre della Vita, e con le tue preghiere liberi le nostre anime dalla morte”.
(Tropario della Festa della Dormizione della Madre di Dio)
† Atanasie di Bogdania



