Giornata nazionale della Romania celebrata a Milano | Divina Liturgia presso le reliquie di Sant’Ambrogio
Venerdì 1 dicembre 2023, Sua Eccellenza Siluan, il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia ha celebrato la Divina Liturgia nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, sull’altare sotto il quale sono collocate le reliquie del Santo Vescovo.
Sua Eccellenza era circondato da un coro di clero proveniente dai Decanati di Lombardia 1, 2 e 3, nonché dalle città di Torino e Padova: Il Rev. Padre Ionuț Radu (decano in Lombardia I), il Rev. Padre Pompiliu Nacu (decano in Lombardia II), il Rev. Padre Marius Floricu (decano in Piemonte I), il Rev. Padre Gheorghe Verzea (decano in Triveneto IV) e il Rev. Padre Traian Valdman, Vicario onorario della diocesi.
All’evento hanno partecipato anche Gheorghe-Florin Cârciu, Segretario di Stato del Dipartimento per i romeni all’estero e l’Arcivescovo cattolico di Milano, Sua Eccellenza Monsignor Mario Enrico Delpini.
Dopo la conclusione della Santa Messa, è stato celebrato il tradizionale Te Deum sotto le colonne della Basilica di Sant’Ambrogio, alla presenza dei fedeli e delle autorità romene sopra citate, che sono intervenute con discorsi ocazionali.
Vita di sant’Ambrogio
Sant’Ambrogio nacque molto probabilmente a Treviri, in Germania, tra il 337 e il 340 da una famiglia cristiana di rango senatoriale. Suo padre era prefetto della Gallia Narbonensis; sua madre aveva interessi letterari. Ricevette un’ottima educazione a Roma, seguendo il padre nella sua carriera. Dopo aver approfondito gli studi di letteratura, diritto e retorica, fu eletto dal pretore Anicio Probo al consiglio della Liguria e dell’Emilia, per poi diventare prefetto consolare (residente a Milano). Qui dimostrò le sue qualità di ottimo amministratore.
Alla morte del vescovo (ariano) Auxentius di Milano, nel 374, la cattedra episcopale rimase vacante; si scatenò una feroce disputa per la successione tra ortodossi e ariani. Nel bel mezzo di questa crisi, Ambrogio tenne un discorso conciliante alla folla riunita, che conquistò la simpatia del popolo, il quale lo acclamò come l’unico candidato in grado di succedere ad Auxentius (sebbene Ambrogio fosse ancora solo un catecumeno). Iniziò a studiare intensamente la teologia cristiana sotto la supervisione del sacerdote Simpliciano a Roma, condivise le sue ricchezze con i poveri e si dedicò completamente alla Chiesa. Fu battezzato e presto ordinato, passando per i ranghi clericali fino a diventare vescovo di Milano.
Difese la fede ortodossa del Concilio di Nicea, entrando presto in conflitto con gli ariani, ancora molto influenti a Mediolanum, oltre che alla corte imperiale. La persuasività dei suoi argomenti convertì l’imperatore romano Graziano (375-383), figlio di Valentiniano I, ma non la famiglia del suo giovanissimo fratellastro, il co-imperatore Valentiniano II (375-392), che rimase dalla parte degli ariani.
Con l’inasprirsi della controversia religiosa, sant’Ambrogio riesce a convincere Graziano a convocare un sinodo generale dei vescovi occidentali ad Aquileia. Il Sinodo fu convocato ad Aquileia nel 381, riunendo 32 vescovi occidentali e presieduto da Ambrogio. Il Sinodo chiese a Paladio di difendere le sue convinzioni, ma egli rifiutò di riconoscere l’autorità del Sinodo, ritenendolo non rappresentativo di tutta la Chiesa. Il Sinodo depose Paladio e Secundiano, gli unici vescovi ariani rimasti, rafforzando così la posizione degli ortodossi nella parte occidentale dell’Impero.
Nel 384, tuttavia, la famiglia di Valentiniano, guidata dalla madre Giustina e da diversi chierici e laici, aderì pubblicamente alla fede ariana e chiese al vescovo Ambrogio di concedere loro due chiese a Milano e nei suoi sobborghi. Sant’Ambrogio rifiutò, perorando la causa ortodossa sia davanti al popolo che all’amministrazione imperiale. Non accettò di cedere loro nemmeno una chiesa, ritenendo che non ci fosse “diritto all’eresia”.
Sant’Ambrogio fu un predicatore molto popolare e rispettato, la cui predicazione convertì colui che sarebbe diventato il beato Agostino; introdusse una serie di riforme nella celebrazione del culto pubblico. Introdusse il canto antifonale nella Chiesa (alternanza di due cori), scrivendo egli stesso una serie di inni. La tradizione liturgica da lui fondata si conserva in parte ancora oggi nella Chiesa cattolica milanese, con il nome di “rito ambrosiano”.
Come oratore dotato, che nei suoi sermoni parlava di argomenti di attualità, comprese le questioni relative alla Corte imperiale, ed era anche molto vicino ai poveri, si attirò l’amore del popolo, ma spesso si espose all’ira e all’invidia della Corte imperiale.
Anche le sue capacità diplomatiche sono riconosciute: ad Ambrogio viene chiesto di intervenire quando, dopo l’assassinio di Graziano in Gallia, l’usurpatore Magno Massimo (o Massimiano) si proclama imperatore al suo posto e cerca di attraversare le Alpi per raggiungere l’Italia. Ambrogio viene inviato a mediare una riconciliazione tra Massimo e Valentiniano, ma alla fine fallisce e Massimiano conquista l’Italia e anche la città di Milano, ma viene presto ucciso dall’imperatore d’Oriente Teodosio I, che diventa l’ultimo imperatore dell’intero Impero Romano.
Teodosio I è colui che proclamò il cristianesimo come religione di Stato, mettendo al bando le antiche fedi pagane, attraverso i cosiddetti “decreti teodosiani”, in linea con quanto sostenuto anche da Sant’Ambrogio, al quale viene talvolta attribuito il merito di averne sollecitato l’istituzione. Tuttavia, in seguito al massacro della popolazione di Tessalonica (ordinato da Teodosio nel 390 come rappresaglia per l’assassinio del governatore locale), Sant’Ambrogio scomunica l’imperatore, chiedendogli di pentirsi pubblicamente. Teodosio esaudisce la richiesta di Sant’Ambrogio e riceve il perdono. Inoltre, dopo aver sconfitto la ribellione dell’usurpatore Eugenio, Sant’Ambrogio interviene presso l’imperatore per ottenere il perdono di coloro che lo avevano sostenuto.
Sant’Ambrogio morì il 4 aprile 397, due anni dopo la morte di Teodosio, e viene commemorato il 7 dicembre. Il successore di Ambrogio come vescovo di Milano fu Simpliciano.
Fonte: https://ro.orthodoxwiki.org/Ambrozie_al_Milanului



