Grazie per avermi ripreso!
Il Santo Macario di Egitto si distinse per gli straordinari doni spirituali. Perciò non è chiamato semplicemente santo, ma il Grande. Ma ecco che un giorno gli venne un pensiero: che per la regione dove viveva, lui era una sorta di centro spirituale, un sole a cui tutti si rivolgevano. In realtà, era proprio così. Tuttavia, quando il Santo ebbe simili pensieri su se stesso, una voce gli parlò dicendogli che nel villaggio più vicino vivevano due donne che erano più gradite al Signore di lui. Il Santo prese il suo bastone e partì alla ricerca di queste donne. Per volontà di Dio, le trovò subito ed entrò nella loro casa.
Vedendolo, le donne caddero ai suoi piedi e non trovarono parole per esprimere la loro meraviglia e gratitudine. Il Santo le alzò e cominciò a chiedere loro di svelare come facevano a piacere a Dio.
— Santo Padre, dissero le donne, noi non facciamo nulla che piaccia a Dio, pregate per noi davanti a Dio!
Tuttavia, il Santo insistette affinché loro non nascondessero le loro virtuose azioni. Le donne, temendo di essere disobbedienti al santo padre, cominciarono a raccontare della loro vita:
— Eravamo estranee l’una all’altra, ma sposando due fratelli, abbiamo cominciato a vivere insieme e non ci siamo separate per 15 anni. In tutto questo tempo non abbiamo mai litigato e non ci siamo mai dette parole offensive. Cerchiamo, secondo le nostre possibilità, di andare il più spesso possibile nella chiesa di Dio, osservando i digiuni prescritti. Quando possiamo, aiutiamo i poveri… con i nostri mariti viviamo come fratelli, e oltre a questo non abbiamo nulla di buono.
— Ma, chiese il padre spirituale, vi considerate sante o giuste per il bene che fate?
— Sante? Si meravigliarono le donne. Che tipo di sante o giuste siamo noi?! Siamo le più grandi peccatrici. Pregate per noi, Santo Padre, affinché il Signore ci perdoni!
Il Santo diede loro la sua benedizione e si allontanò nel deserto, ringraziando Dio per la lezione ricevuta.
(Padre Varsanufie di Optina, Eredità Spirituale, traduzione di Florentina Cristea, Editura Bunavestire, Galați, 2002, pp. 119-120)



