Prendi la tua penna indietro
Una volta, venne Sant’ Efrem da Katunakia, a Nea Skiti (Monte Athos), per vedere Gheronda Iosif. Per farlo, percorse a piedi una distanza di circa due ore, un sentiero tra le pietre e le rocce del deserto del Monte Athos, con salite e discese e luoghi pericolosi.
Così arrivò dopo due ore, parlò con Gheronda Iosif, discussero, e a un certo punto voleva scrivere alcune preghiere per la Santa Liturgia; e così gli fu dato una penna:
— Iosif, che bella penna hai! Dove l’hai trovata? chiese Padre Efrem.
— L’ho comprata a Salonicco, Gheronda! Prendila! Io ne troverò un’altra. Prendila tu se ti è piaciuta! rispose Gheronda Iosif.
— Scrive molto bene. È la prima volta che vedo una penna così bella.
Prese la penna e se ne andò. Dopo qualche ora, dopo la Veglia notturna, Gheronda Iosif sentì dei colpi alla porta:
— Chi potrebbe essere a quest’ora, di notte, nel deserto? si chiese. Chi è lì fuori?
— Padre Efrem! si sentì dire dall’esterno.
— Cosa vuoi a quest’ora? Cosa ti è successo?
— Iosif, prenditi la tua penna indietro, non riesco più a pregare, mi ha rubato il cuore! Riprenditela, non la voglio più!
Sant’ Efrem gli fece un inchino e se ne tornò indietro.
Vi rendete conto? Due ore per venire, due ore per tornare, fanno quattro ore. Poi altre quattro ore, andata e ritorno, otto ore di cammino per una penna. E perché? Perché aveva rubato il cuore! I Padri avevano così tanta cura del cuore!
La lotta che affrontiamo sta nel liberare il nostro cuore dalle passioni, dai peccati, da tutto ciò che ci separa da Dio, e questo può essere anche una semplice penna. Ecco perché anche l’amore per i soldi non si misura in quantità di denaro che si possiede, ma come si hanno e come li si usa.
Puoi avere un euro ed essere avaro, e puoi avere un milione di euro ed essere libero. Non si misura per numero, ma per il cuore.
(Metropolita Athanasie di Limassol)



