PS Atanasie di Bogdania: Domenica di oggi è domenica della madre cananita

La 17° domenica dopo la Pentecoste, il 29 gennaio 2023, Sua Eccellenza Atanasie di Bogdania, Vescovo-Vicario della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, ha celebrato la Divina Liturgia presso la Parrocchia Ortodossa RomenaSanto Apostolo Timoteo a Cesena, guidata da Padre Silviu Sas. Il gerarca ha ordinato al momento opportuno durante la funzione un ipodiacono, studente dell’Estensione di Roma della Facoltà di Teologia Ortodossa di Bucarest. Al termine della funzione, Sua Eccellenza ha benedetto i lavori che sono stati compiuti nel luogo di culto e il parroco ha ricevuto l’ordinazione in iconomo.

Nel sermone del Vangelo di oggi, della donna cananita, il Vescovo ha parlato del fatto che nel racconto vediamo come Cristo manifesta la sua misericordia al mondo, inviandoci, oggi, un messaggio di speranza, cioè che Egli sta aspettando che facciamo i primi passi per riceverlo nella nostra vita. Il cammino del Signore fuori dal territorio abitato da Israele ci mostra che tutte le nazioni sono chiamate a scoprirlo, a conoscerlo e poi a salvarsi.

La donna cananita diventa per noi modello di preghiera, chiede a Dio un miracolo, una guarigione, ma non per sé stessa, ma per il prossimo, manifestando così la sua umiltà verso Dio e il suo amore per sua figlia. Cristo, colui che è venuto per essere luce alle genti, cioè ai pagani, vedendo la fede e l’umiltà di questa donna, adempie la sua richiesta, anche se non era “della casa d’Israele”. Così vediamo che coloro che confidano nel Signore e aprono il cuore per riceverlo diventano qualcosa di più: figli di Dio.

Le preghiere dei genitori per i figli, partite da un cuore umile, pronunciate con sacrificio e fede, sul modello della donna di oggi che prega per sua figlia, sono ascoltate da Dio incondizionatamente, Cristo adempie ciò che è richiesto. La madre si rivela a noi come un uomo santo e devoto che sa come operare miracoli per i suoi figli. La risposta alla preghiera, le briciole, sono in realtà il vero cibo: il Corpo e il Sangue del Salvatore. Dio prende su di Sé le sofferenze naturali e la morte dell’uomo e offre in cambio la guarigione e la vita, che sono naturali a Dio.

Mons. Atanasie ha sottolineato che l’uomo sofferente può conoscere Dio in modo profondo perché la sofferenza, accolta con umiltà, è portatrice di grazia. Attraverso la sofferenza e l’umiltà l’uomo si avvicina a Dio, grida per Lui, chiede aiuto e guarigione. L’umiltà è una strada che dobbiamo seguire e per la quale dobbiamo chiedere aiuto a Dio per andare nella giusta direzione. Nessuno può resistere agli umili, nemmeno Dio, che misericordiosamente compie le sue richieste.

Dipartimento Comunicazione e Immagine DORI

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