S.E. Atanasie di Bogdania: Le cose terrene e caduche sono prive di valore davanti alle cose divine

“Nel Vangelo di oggi osserviamo il contrasto di questo mondo: l’uomo accecato dall’avidità per le cose terrene e l’uomo plasmato da Dio, l’uomo della grazia e dell’amore. L’indemoniato, nudo e incatenato, ci mostra l’umanità che ha perso la grazia divina, allontanandosi dal Signore. Questa è soggiogata dalla catena del peccato e vive in solitudine, nel deserto di questo mondo”, ha evidenziato Sua Eccellenza Atanasie di Bogdania, nell’omelia della quinta Domenica dopo le Pentecoste, della guarigione dei due indemoniati di Gadara.

Tutte le cose terrene e caduche sono prive di valore davanti alle cose divine e prima o poi si dissolveranno.

Lo scagliare dei porci indemoniato dal dirupo nel mare e il loro annegamento, significa che l’attaccamento alle cose treenne deve essere insignificante. La sparizione di queste, alle quali l’uomo si è attaccato, dà origine all’inferno terreno, che annebbia la mente dell’uomo e lo allontana da Dio. L’amore del Signore diventa salvatore in contrasto con l’amore dell’uomo per le cose caduche, che lo portano alla perdizione. Il compenso per le preoccupazioni mondane è lo scoraggiamento, la disperazione e la dissolutezza. In cambio, il compenso per le cose celesti è la Grazia Divina che risana e restaura colui che è caduto.

La disobbedienza a Dio porta alla punizione, che ha come scopo l’espiazione del penitente.

L’uomo è invitato ad ascoltare la parola del Signore e compierla. Quando l’uomo diventa disobbediente, perché non arrivi alla perdizione, il Signore consente la punizione con la fine di arrivare all’espiazione. Gli abitanti di Gadara sono stati puniti per la loro avidità, essendo più preoccupati delle cose terrene, ossia dei porci, che della guarigione degli indemoniati.

Per l’uomo allontanato da Dio, l’inferno inizia in questo mondo.

Per molti, purtroppo, l’inferno inizia già da questo mondo: l’inferno della sofferenza, della malattia, dello scoraggiamento, del disaccordo, della guerra e di tutto quello che significa il peso delle difficoltà di ogni giorno. Il sacerdote è chiamato per portare tranquillità e consolazione e ad essere un’oasi di benedizione, sollievo, pace e riposo spirituale per coloro che vengono a cercarlo.

Sua Eccellenza Atanasie di Bogdania ha celebrato la Divina Liturgia il 17 luglio 2022, nella quinta Domenica dopo Pentecoste, insieme a una schiera di sacerdoti e diaconi presso la Cappella della Dormizione della Madonna nella sede della Diocesi di Roma. Inoltre, il diacono Mihail Popescu è stato ordinato sacerdote, e preste rà il suo servizio al Signore nella parrocchia di San Lorenzo l’arcidiacono di Pavona. Alla Divina Liturgia ha assistito anche il signor Cosmin Gabriel Ungureanu, Console Generale della Romania a Roma.