Conosci te stesso | San Nettario di Egina
San Nettario di Egina (1846-1920) è stato uno dei più illuminati padri nella storia della Chiesa ortodossa. Divenne monaco nel 1866 nel monastero di Nea Moni, sull’isola di Chios, e fu ordinato sacerdote e poi vescovo metropolita di Pentapolis nel Patriarcato ortodosso di Alessandria d’Egitto. Servì come vescovo al Cairo, prima di stabilirsi ad Atene come direttore della Scuola Rizareios per la formazione dei sacerdoti. Ad Atene è ancora viva la memoria della sua presenza nella chiesa di San Giorgio, cappella della Scuola Rizareios. Terminò i suoi giorni nel monastero femminile che aveva fondato sull’isola di Egina, dedicato alla Santa Trinità.
“Conosci te stesso” è il titolo di uno dei suoi libri più profondi. Con queste parole san Nettario apre il suo libro, descrivendo la conoscenza di sé come primo strumento per la trasformazione in Cristo.
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«La conoscenza profonda di sé è il primissimo dovere dell’uomo. L’essere umano, in quanto essere moralmente razionale, creato con il dono della libertà e della religiosità, creatura vera delle altezze più elevate, è predestinato a divenire simile a Dio – dal momento che è stato creato a immagine di Dio. Egli comunica e partecipa della bontà e della beatitudine divine. Affinché divenga simile a Dio, buono e beato, e affinché partecipi di Dio, bisogna però che innanzitutto conosca sé stesso. Senza la conoscenza di sé, si smarrisce nei suoi stessi pensieri, e in particolare viene imprigionato da varie passioni, tiranneggiato da desideri impetuosi, si occupa di molte cose e di questioni vane, percorre una vita non regolare, ma disordinata e indiscreta, vagabonda dappertutto. Scivola sulla strada della sua vita, scosso a ogni passo, inciampa, cade e si intristisce. Ogni giorno beve angoscia e amarezza, riempie il suo cuore di dolore e, in generale, vive una vita insopportabile.
Chi ignora sé stesso, ignora anche Dio. Colui che ignora Dio, ignora del tutto la verità e la natura delle cose. Anche per questo cammina sulla strada della vita come un viandante che si è perso nel deserto. L’uomo che non conosce sé stesso è quindi arrogante, si pavoneggia, si compiace della bruttezza ed è empio al cospetto di Dio. Si inorgoglisse come se occupasse chissà quale grande posizione, mentre non conta niente, ed esalta sé stesso nonostante sia l’ultimo di tutti. Si mette in mostra nella sua ignoranza e, quando parla, rivela la sua mancanza di intelligenza. Chi non conosce sé stesso, pecca sempre contro Dio e così si allontana sempre di più da lui, perché non conosce la natura delle cose e come esse siano in verità. È incapace di valutarle e di distinguere le cose da poco da quelle meritevoli, le cose che posseggono una certa dignità da quelle che non ne hanno, le cose preziose da quelle senza valore. Così, è sedotto, si disperde nelle cose vane e da niente, mentre non si cura di quelle eterne e preziose, essendo praticamente indifferente a queste»[1].
[1] San Nettario di Egina, Τὸ Γνῶθι σαυτὸν. Κείμενα αὐτογνωσίας (Il Conosci te stesso. Testi di autoconoscenza), Athos 2011.


