Il 30 gennaio, la cristianità celebra i Santi Tre Gerarchi. La storia della festa
l 30 gennaio i tre vescovi: Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, considerati dai posteri i più grandi maestri e pastori della storia della cristianità, e modelli di vita spirituale, vengono celebrati con grande enfasi nei luoghi culto cristiani in tutto il mondo.
Al fine di eliminare le polemiche tra i fedeli sulla loro fama, la nostra Chiesa Ortodossa ha deciso che questi maestri della cristianità siano celebrati insieme lo stesso giorno.
I Tre Santi Gerarchi godono della propria festa
Nel calendario ortodosso i tre santi celebrati il 30 gennaio: Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, godono di un proprio giorno di festa a loro dedicato. Oltre al dono di “interpretare” le Sacre Scritture, i tre vescovi Basilio Magno, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, salirono anche al gradino più alto del sacerdozio e della fede cristiana. Da allora, il loro insegnamento ortodosso è stato preservato fino ad oggi, così come è stata perfezionata da loro. Ecco perché il IV-o secolo dell’era cristiana è stato chiamato “il Secolo d’Oro del Cristianesimo”.
La disputa sulla fama dei Tre Gerarchi
Nell’XI secolo iniziò a Costantinopoli una disputa sulla fama dei Tre Gerarchi. Per la prima volta i cristiani si sono chiesti: “Chi è il più grande dei tre vescovi?” Le liti andarono avanti per anni finché i vescovi apparvero uno ad uno, in sogno, al vescovo degli Euchaita,San Giovanni Mauropous. (Eucaita=, identificabile con Avhat (Avkat) nell’odierna Turchia, è un’antica sede della provincia romana dell’Elenoponto nella diocesi civile del Ponto e nel patriarcato di Costantinopoli)
Nel 1084 lo stesso vescovo sognò i tre vescovi tutti insieme. Essi gli chiesero di stabilire per loro un unico giorno di festa, perché la loro opera missionaria ed ascetica, mentre erano in vita, perseguiva lo stesso obiettivo: riconciliare le persone e portare pace e unità nel mondo. “Come puoi vedere, siamo uno in Dio e non c’è inimicizia tra di noi. Ciascuno di noi, a suo tempo, ispirati dallo Spirito Santo, ha scritto insegnamenti per la salvezza degli uomini”.
Quello che il Santo Spirito ci ha ispirati, così noi lo abbiamo insegnato. Non c’è tra noi il primo e il secondo. Se ne chiami uno, arriveranno gli altri due. Perciò, svegliandoti, comanda a coloro che sono nemici di non litigare per noi. Poiché il nostro desiderio, finché eravamo vivi e dopo la morte, era quello di riconciliare le persone e portare pace e unità nel mondo. Uniscici, pertanto, facendo che siamo festeggiati tutti e tre in un unico giorno, e fate sapere ai cristiani che siamo come uno solo al cospetto di Dio”. Ecco perché, ogni anno, la cristianità celebra i Tre Gerarchi lo stesso giorno, il 30 gennaio.
Il Vescovo di Euhait obbedì al comando dei Santi Tre Gerarchi e ne organizzò la celebrazione il 30 gennaio, durante il regno dell’imperatore Alessio Comneno; affinché in questa festa si uniscano in una sola voce le tre chiamate dell’Ortodossia: la vocazione monastica di san Basilio, l’alta teologia di san Gregorio e il Vangelo pratico di san Giovanni.
In onore dei Santi Gerarchi, tre secoli fa, il principe della Moldavia Vasile Lupul eresse a Iasi la bellissima Chiesa dei Tre Gerarchi, che ha sbalordito la cristianità con la sua architettura unica.
“I Santi Tre Gerarchi erano simili tra loro anche nella loro salute. Tutti e tre erano in fragili condizioni di salute. Tuttavia, in questo delicato vaso corporale viveva la potenza dello Spirito Santo, e la loro parola missionaria era unita all’azione, dicono i Santi Padri.
Il fondatore degli insediamenti sociali – Vasiliadele
San Basilio Magno (330-379), vescovo e maestro della Chiesa, sarebbe stato «santo sin dai suoi antenati», perché nella sua famiglia c’era un «meraviglioso fascio di santi»: sua nonna, la madre, la sorella nonché i fratelli; di fatto tutta la famiglia condivideva le stesse aspirazioni della vita cristiana.
San Basilio Magno fu la guida dei laici e l'”artigiano” della vita monastica. Sedici secoli fa ha stabilito le famose Regole della vita monastica, che si osservano ancora oggi, con grande enfasi sulla preghiera e sul lavoro. Come sacerdote e poi come vescovo della diocesi di Cesarea in Cappadocia, San Basilio il Grande combinò magnificamente l’insegnamento con l’azione missionaria.
Nella sua diocesi è il fondatore degli insediamenti sociali detti “Basiliade”: asili, scuole, case di rieducazione, dove venivano ospitati i malati, i poveri e gli orfani, le ragazze di famiglie disgregate, esortando i più ricchi ad aiutare chi era indigente. La sua preoccupazione principale era la carità. Questo spiega il fatto che fece della città di Cesarea una città della carità. Sebbene San Basilio ha abbellito la Liturgia e ha pronunciato famose prediche, tra le quali la “Lettera ai giovani”, non fu l’attività dottrinale e teorica a portargli la fama di “Grande”, anche durante la sua vita, ma fu la sua attività missionaria. San Basilio Magno si festeggia il giorno di Capodanno.
Il teologo che ha spiegato il grande mistero della cristianità
San Gregorio di Nazianzo (329-390). Conosciuto anche come la l’Oratore di Dio o il Teologo, San Gregorio è stato un famoso predicatore. Studiò filosofia in Cappadocia, in Alessandria ed in Atene, dove conobbe San Basilio il Grande, e la loro amicizia fu un esempio per i contemporanei. Al ritorno da Atene, si fece battezzare, poi si ritirò nel monastero del Ponto, fondato da Basilio Magno. Qui si dedicò allo studio e all’ascesi. S. Gregorio fu nominato Vescovo di Nazianzo, e per la sua profonda dottrina e per il dono dell’oratoria fu nominato Teologo. Nei suoi sermoni, ha criticato l’eresia ariana nei Cinque Discorsi teologici nella Chiesa della Resurrezione a Costantinopoli. La sua fama è dovuta anche al fatto che è riuscito a spiegare ai suoi contemporanei, il grande mistero della cristianità: la Santissima Trinità. Per la cristianità sono rimasti famosi i suoi “Poemi morali”. Nel calendario ortodosso, San Gregorio è festeggiato il 25 gennaio.
Predicò dal pulpito il pentimento e la carità
San Giovanni Crisostomo visse tra il 354 e il 407. Nacque ad Antiochia ed è uno dei santi più amati e conosciuti della Chiesa Ortodossa. Dedicò tutta la sua vita a “edificare la Chiesa di Cristo”, richiamando dal pulpito al pentimento e le opere di misericordia, “i superbi” e gli “umili”, offrendo loro come modello la propria vita. Visse una vita ascetica, ed infine fu nominato vescovo e patriarca di Costantinopoli. Poiché predicava contro i vizi della corte reale, il santo è stato allontanato dal trono patriarcale dall’imperatrice bizantina Eudossia, che lo costrinse ad andare in esilio tre volte per lo stesso motivo: la vita ascetica. Durante il terzo esilio, dopo un duro viaggio di tre mesi sotto scorta e sorvegliato, san Giovanni Crisostomo passò alla vita eterna. Come pastore e guida spirituale, San Giovanni Crisostomo si preoccupava del comportamento spirituale e morale dei credenti che ascoltavano i suoi discorsi e del loro effetto sulla loro vita spirituale. Fu apprezzato per le sue eccezionali qualità di predicatore e per la sua vasta cultura, lasciando ai suoi posteri, tra le altre opere di riferimento, anche l’interpretazione delle 14 Epistole di San Paolo Apostolo, un vero vangelo pratico. Nel calendario ortodosso, San Giovanni Crisostomo si celebra il 27 gennaio e il 13 novembre.
I Santi Gerarchi, comemorati il 30 gennaio, furono anche tre grandi studiosi, tre grandi scrittori, amanti di Dio, ma anche delle persone, come richiede il divino insegnamento cristiano. Allo stesso tempo ci hanno lasciato una gigante dote teologica e culturale, filantropica e retorica. I Santi Tre Gerarchi eccellevano durante la loro vita, per gentilezza e generosità, ed anche oggi rappresentano per noi, che li onoriamo attraverso le loro sante reliquie e per i loro scritti, un ricco tesoro dell’anima”, afferma padre Valentin Fotescu, Dottore in Teologia, sacerdote presso la Chiesa di Santa Paraschevi Nuova a Bucarest (Nicolae Titulescu Blvd.).


