Lettera pastorale per la gloriosa solennità della natività del Signore nostro Gesù Cristo, anno della salvezza 2021

RALLEGRATEVI, FIGLI DI ADAMO, POICHE’ PER VOI E’ NATO IL REDENTORE!

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo della Eletta da Dio Diocesi Ortodossa Romena d’Italia,

Piissimo Ordine Monastico,

Reverendissimo Clero e Ortodossi della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

Grazia, pace e gioia, dal Filantropo Signore, e paterna benedizione da noi.

 

Amati fratelli e sorelle in Cristo nato per noi nella mangiatoia di Betlemme,

 

In un’atmosfera marcata dalla sofferenza, dall’incertezza e dal timore, in cui vive il mondo, da circa due anni nel silenzio e rassegnazione causate dalle ripetute notizie tristi, risuona un annuncio fonte di gioia:

Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore (Lc 2, 10-11).

Da quando hanno risuonato queste parole nei cuori dei pastori sui campi di Betlemme fino ai giorni nostri, ci viene annunciato e ricordato – a noi “e a tutto il popolo” – che il mondo in cui viviamo non è abbandonato alla propria “sorte”, anche se, a prima vista, sembrerebbe così. Abbiamo nel mondo un Salvatore, Cristo Signore! Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Angelo del grande consiglio, Consigliere ammirabile, Dio potente, vincitore, Signore della pace, Padre per sempre: grande sarà il suo dominio e sua la pace non avrà fine (Is 9, 5-6).

Oggi, ci viene ricordato che non siamo “soli nel mondo” e che questo mondo non è “abbandonato” o “dimenticato” dal suo creatore, come Lui stesso aveva promesso attraverso il profeta Isaia: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse (Is. 9, 1). Con noi c’è Dio,  sappiatelo popoli e  piegatevi. Ascoltate siano ai confini della terra; Potenti piegatevi (…) poiché con noi c’è Dio (Is. 8, 9-10). Con noi c’è Dio, così come lo ha promesso, tutti i giorni, sino alla fine dei secoli (cf. Mt 28, 20). Egli è la Via certa per la beatitudine, Verità degna di essere creduta e Vita senza fine (Gv 14, 6). Egli è la nostra speranza (1 Tim 1, 1). Attenzione, dunque, alle parole del salmista: Siate coraggiosi, e sia fortificato il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore (Salmo 31, 25/Salmo 30, 26).

Ma chi pone la sua speranza nel Signore teme solo di ferire il Suo amore e fare, dire o pensare qualcosa che possa dividerlo da Lui. Il Signore è la mia speranza dalla mia giovinezza (Salmo 71, 5/Salmo 70, 6). E chiunque ha questa speranza in lui – ci dice l’apostolo Giovanni – purifica sé stesso, come egli è puro (1 Gv 3, 3). E Paolo aggiunge: bisogna abbandonare, con la sua condotta di prima, l’uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità (Efes. 4, 22-24).

La conversione continua è la via per la purificazione dei cuori e per liberare dal fardello dell’eredità del peccato che schiaccia ognuno di noi. La conversione – cioè inversione, dalla strada e le inclinazioni peccaminose alla Strada della Vita – riapre il nostro essere, dominato dal peccato, alla grazia che porta, a ogni uomo (cf. Gv 1, 9), l’incarnazione e il farsi uomo  di Dio che viene nel mondo. La grazia perduta a causa della caduta dal paradiso – e ogni deviazione dalla strada della somiglianza con il nostro Creatore – si riconquista con il ritorno, attraverso la richiesta di perdono, a Dio. Poiché’è vicino il Signore ai contriti di cuore e salva gli umili di spirito (Salmo 34, 19/Salmo. 33, 18). E – come dice il salmista – per me invece è bene aderire a Dio, porre nel Signore la mia speranza (Salmo 73,28/Salmo. 72, 27).

Perciò, fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; a motivo di queste cose l’ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono (…). Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca (Col 3, 5-6; 8).

L’uomo che, ogni volta che sbaglia, ritorna con fiducia a Dio diviene più fiducioso e più coraggioso e, in sé stesso, pensa così: In Dio ho sperato; non temerò quello che mi farà la carne. In Dio ho sperato; non temerò quel che mi farà l’uomo. (Salmo 56, 4; 11/Salmo 55, 4; 11). Il Signore è mia illuminazione e mio salvatore: chi temerò? Il Signore è il protettore della mia vita: di chi avrò paura? (Salmo 27, 1-2/Salmo 26, 1-2). Colui che ripone la sua fiducia in Dio si “sigilla” con il segno della Santa Croce, dicendo: La mia speranza è il Padre, mio rifugio è il Figlio, mia protezione è lo Spirito Santo; Trinità santa, gloria a Te.

Il motivo principale per cui si abbattono sull’uomo moderno pensieri di inquietudine e di sfiducia che lo portano, a volte, fino allo scoraggiamento sta nella sua abitudine di riporre la sua fiducia sulle proprie forze o a confidare, in generale, “nell’uomo”, dimenticando chevicino è il Signore a tutti quelli che lo invocano, a quanti lo invocano con verità (Salmo 145, 18/Salmo 144, 18). Per questo facciamo attenzione alla saggezza del salmista che ci dice: Non confidate nei principi, nei figli degli uomini che non hanno salvezza (Salmo146, 3/Salmo 145, 3). Beato l’uomo, a cui la speranza è il nome del Signore (Salmo 40, 6/Salmo 39, 6).

In tempi di prova, come quelli che viviamo, sarebbe utile imparare ad invocare (chiamare) con fede il Nome del Signore, in ogni tempo e in ogni circostanza che ci è dato di vivere, con le parole che ci ha offerto San Pietro, secondo le parole del profeta: chiunque invocherà il nome del Signore si salverà (Atti 2, 21; Gioele 3, 5). I genitori invochino il Nome del Signore sui propri figli e i figli invochino il Nome del Signore sui loro genitori. Invochiamo il Nome del Signore su ogni uomo. Colui che cammina nelle tenebre, senza avere luce, confidi nel nome del Signore,
si affidi al suo Dio (Is 50, 10).

Seguiamo, dunque, l’invito di San Paolo che ci dice: Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro: come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi; sopra tutto ciò, rivestitevi di carità, che è il vincolo della perfezione. La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. 17E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre  (Col. 3, 12-14; 16-17).

Se viviamo secondo i principi dati a noi da Dio, attraversiamo con fede e speranza tra le onde delle prove e i dispiaceri che si abbattono su di noi perché abbiamo con noi il Signore e i Suoi Santi che combattono insieme a noi e compatiscono con noi. Ma quando festeggiamo, non soffermiamoci alle sole bontà terrene, convinti che l’odierna nostra festa è solo un assaggio dell’incontro faccia a faccia con Colui che è, che era e che viene (cf. Apoc. 1, 8; 4, 8). Non abbandonate dunque la vostra fiducia, alla quale è riservata una grande ricompensa.  Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso. “Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà” (Ebr 10, 35-37). Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi in modo virile, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità (1 Cor. 16, 13-14); lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera(cf. Rom 12, 12).

La solennità della Nascita de nostro Redentore nostro Gesù Cristo porti nei cuori di tutti pace, gioia, fiducia e speranza, conversione e speranza, compassione verso coloro che sono nella sofferenza e magnanimità nel soccorrere i bisognosi.

Con irremovibile fiducia nella misericordia e premura di Dio per ognuno di noi, assieme all’augurio di ogni bene per la salvezza, con paterno abbraccio e benedizione su ognuno di voi, vostro padre in Cristo,

 

† Vescovo Siluan

Della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

Nella luminosa Solennità della Natività del Redentore nostro, Gesù Cristo, dalla nostra residenza episcopale della città di Roma, il 25 dicembre, anno della redenzione 2021.