La vita di Sant’Andrea Șaguna, Metropolita della Transilvania
La vita di Sant’Andrea Șaguna, Metropolita della Transilvania

Al termine della sua missione, nell’Archidiocesi di Sibiu esistevano più di 800 scuole “popolari”, un ginnasio con 8 classi e una scuola commerciale a Brașov e un altro ginnasio da 4 classi a Brad. Per gli studenti di teologia e i sacerdoti stampò un significativo numero di manuali didattici, lavorati da egli stesso o dai professori dell’Istituto.
Sant’Andrea Șaguna (Anastasie al battesimo), di origini aromuni, fu Metropolita della Transilvania. Nato il 20 dicembre 1808 (1° gennaio 1809 nel calendario gregoriano) in Ungheria, a Mișcolț, andò incontro al Signore all’età di 64 anni, il 16/28 giugno 1873 a Sibiu e fu sepolto presso Rășinari.
Frequentò fino al 1826 gli studi ginnasiali a Mișcolț e Pesta e proseguì seguendo i corsi di Filosofia e Diritto dell’Università di Pesta (1826-1829) per poi studiare Teologia presso il Seminario ortodosso di Vârșeț (1829-1832). Al termine degli studi teologici, entrò nel monastero serbo di Hopovo, dove il 24 ottobre 1833 avvenne anche la sua tonsura ecclesiastica con il nome di Andrei, seguita nel febbraio del 1834 dall’ordinazione ierodiaconale. Dal 1834 diventò anche professore, dapprima presso il Seminario Teologico di Carloviț e in seguito presso quello in cui egli stesso aveva studiato, ovvero il Seminario di Vârșeț, coprendo anche la carica di segretario del Concistoro diocesano in entrambe le città. Il 29 giugno 1837 venne ordinato ieromonaco, carica che portò con sé anche le funzioni di assessore metropolitano e sostituto di abate nei monasteri di Iazac (1838) e Beșenovo (1841). La devozione lo portò a diventare anche archimandrita ed egumeno prima del monastero di Hopovo (1842), dove aveva iniziato la sua vita monacale, e poi in quello di Covil (1845). Il 15/27 giugno 1846 fu nominato vicario generale della Diocesi della Transilvania, con sede a Sibiu, e il 2 dicembre 1847 fu eletto vescovo della Diocesi. Nel dicembre del 1864 fu investito come arcivescovo e metropolita della Metropolia della Transilvania, ricostituita da poco.
Come vescovo, militò per la ricostituzione della vecchia Metropolia della Transilvania, attraverso diverse petizioni fatte alla Corte di Vienna, al patriarca ortodosso serbo e al Congresso nazionale ecclesiastico serbo di Carloviț, e attraverso i sinodi eparchiali, formati da ecclesiastici e laici, convocati a Sibiu nel 1850, 1860 e 1864. Alla rifondazione della Metropolia, nel 1864, questa comprendeva anche le due eparchie suffraganee di Arad e Caransebeș. Tra il settembre e l’ottobre del 1868, il metropolita convocò a Sibiu un Congresso nazionale ecclesiastico dei rumeni ortodossi di tutta la Metropolia, che approvò lo Statuto della Chiesa Ortodossa Romena della Transilvania, sancito dall’autorità statale il 28 maggio dell’anno seguente. Lo Statuto fu la legislatura in base alla quale la Chiesa Ortodossa della Transilvania e del Banato fu condotta fino al 1925. I principi fondamentali di questo, in particolare l’autonomia della Chiesa dallo Stato e la sinodalità, ovvero la partecipazione dei laici insieme ai chierici nella guida delle questioni ecclesiastiche, sono stati alla base sia dello Statuto di organizzazione dell’intera Chiesa Ortodossa Romena del 1925 sia alla base di quello del 1948.
Dal punto di vista istruttivo, organizzò l’educazione primaria in Transilvania, mettendola sotto la guida della Chiesa. I sacerdoti erano i presidi delle scuole “popolari” della loro parrocchia, i decani ispettori delle scuole del loro territorio ed infine il vescovo era l’ispettore superiore delle scuole dell’intera eparchia. Al termine della sua missione, nell’Archidiocesi di Sibiu esistevano più di 800 scuole “popolari”, un ginnasio con 8 classi, fondato nel 1850, e una scuola commerciale a Brașov e un altro ginnasio da 4 classi a Brad. Con il suo incoraggiamento, furono impressi più di 25 manuali scolastici, alcuni in più edizioni, scritti da Sava Popovici Barciano, Ioan Popescu, Zaharia Boiu ed altri. Nella città di Sibiu, a partire dal 1846, la durata dei corsi di Teologia fu estesa da 6 mesi a 1 anno e nel 1853 fu fondato un Istituto teologico-pedagogico, per il quale egli stesso comprò alcune proprietà. La sua beneficienza andò ben oltre, creando dei fondi speciali per borse di studio destinate ai giovani che volevano specializzarsi nelle Università dell’Austria e della Germania, mettendo le basi per l’organizzazione dell’Associazione transilvana per la letteratura e la cultura del popolo romeno (ASTEA), essendo anche il primo preside di quest’ultima dal 1861 al 1866, e avviando nel 1853 la stampa del giornale “Il Telegrafo Romeno”, che tutt’oggi viene pubblicato.
Come uomo politico, fu un personaggio importante nei moti del 1848, in quanto ricoprì l’incarico di Presidente dell’Assemblea Nazionale di Blaj del 3/15 maggio 1848. Fu il delegato dell’Assemblea per presentare le rivendicazioni romene presso l’Imperatore dell’Austria, ad Innsbruck e Vienna, e poi al Governo di Pesta. Negli anni a seguire, da solo o insieme ad altri emissari, presentò all’Imperatore numerose petizioni con i reclami della nazione romena. Dopo il 1860 diventò membro del Senato Imperiale di Vienna, copresidente della Conferenza Nazionale Politica e del Congresso Nazionale dei romeni, tenutosi entrambi a Sibiu. Tra il 1863 e il 1865 fu deputato nella Dieta di Transilvania e dal 1867, dopo la creazione dello Stato austro-ungaro, fu una figura principale per l’attivismo politico dei romeni transilvani. Il Metropolita fece anche da pastore per i sacerdoti e i fedeli, fondando la chiesa di Gușterița, vicino a Sibiu. Infine, a partire dal 1871, egli fu membro d’onore della Società Accademica Romena e presidente d’onore della Società “Transilvania” di Bucarest.


