“Siate uomini che ricevono luce da Dio e la regalate agli altri “ | Sua Eccellenza Atanasie di Bogdania ha celebrato la Santa Liturgia al Centro Diocesano


Con l’aiuto di Dio e con la benedizione della Sua Eccellenza Siluan , Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia ,il 1 marzo 2020, la Sua Eccellenza Atanasie de Bogdania , vescovo Vicario della nostra Diocesi ha celebrato la Santa Liturgia nella Cappella “ L’assunzione della Santa Vergine Maria, Madre di Dio “, che si trova nell’ambito del Centro Diocesano di Roma , durante la quale ha ordinato un nuovo sacerdote.

Nell’omelia , la Sua Eccellenza Vescovo Atanasie ha parlato ai fedeli della domenica che ci prepara ad entrare nel periodo della Quaresima per Pasqua: “ Questa domenica , detta sia del Perdono che dell’esilio di Adamo dal Paradiso, ci mette davanti un paradosso, quello di essere contenti delle porte aperte del Paradiso , grazie alla Risurrezione del Signore , e quello di ricordare che queste porte sono state chiuse per Adamo , a causa della sua disobbedienza. Il ruolo della Grande Quaresima è proprio quello di trovare quello che Adamo ha perso , di ritornare cittadini del Paradiso. La pericope evangelica del giorno ci fa conoscere una parte del Discorso della Montagna di Gesù dove ci si mostrano alcuni principi necessari per il nostro cammino verso la Risurrezione: il perdono, il digiuno e la misericordia . Dio ci mostra il modo naturale per fare il digiuno, per quello noi dobbiamo essere persone serene, luminose, persone che ricevono la luce da Dio e la regalano agli altri.

Durante la Santa Liturgia, in un momento preciso, l’ipodiacono Vasile Apaduraritei è stato ordinato diacono dalla Sua Eccellenza, per la Parrocchia “ Presentazione della Beata Vergine Maria” – Roma VII ( Prima Porta ). Verso la fine della Santa Liturgia il gerarca ha istituito il padre Ioan Botea nel grado di confessore .

Alla fine, tutte le persone presenti hanno chiesto perdono tra di loro , per poter entrare cosi sul camino della Quaresima , camino che porta alla Risurrezione.

«Signore e Sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di pigrizia, di scoraggiamento, di dominio e di vana loquacità!

Concedi invece al tuo servo uno spirito di castità, di umiltà, di pazienza e di carità.

Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare mio fratello; poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.»

( Preghiera di Sant’Efrem il Siro)