La Santa Luce è scesa anche ai detenuti dei Penitenziari di Rebibbia 2018

La Santa Luce è scesa anche ai detenuti dei Penitenziari di Rebibbia

2018

Il 10 aprile i missionari della parrocchia del Battesimo di Signore di Monterotondo hanno portato la gioia della Risurrezione del Signore nelle due prigioni di Rebibbia a Roma. Durante  la mattina pr. Bogdan Petre insieme a padre Alexandru Apetrei e sorelle volontarie hanno celebrato la Divina Liturgia all’Istituto feminile. Quasi 40 detenute hanno partecipato in un’atmosfera di grande gioia pasquale. La direttrice dell’Istituto Ida Del Grosso è stata presente durante la parola che padre Bogdan ha pronunciato in italiano sulla risurrezione dei genitori  – e della società in generale – attraverso l’educazione spirituale e religiosa dei bambini. A seguito un programma culturale organizzato dai detenuti e la festa si è conclusa con un’agape in cui le ragazze detenute hanno gioito dei prodotti genuini e il tradizionale rito con le uova rosse con il saluto “Cristo è risorto!”

Nel pomeriggio abbiamo avuto la gioia di avere in mezzo a noi il padre Vicario Atanasio, che arriva sempre negli istituti penitenziari con molta convinzione ed entusiasmo. Il gruppo ortodosso di “missione pasquale” di quest’anno era composta da 5 sacerdoti e 4 missionari. Padre Stefano Simon della parrocchia di Rignano Flaminio ha desiderato molto a partecipare a sostegno del coro con la sua meravigliosa voce. Si è celebrata la Seconda Resurrezione in cui tutti coloro che avevano osservato la Grande Quaresima ortodossa  e che erano stati confessati hanno partecipato ai SS sacramenti. Il resto di loro ha attinto al pane specialmente benedetto nella notte di “Pasqua”. Più di 100 detenuti hanno cantato “Cristo è risorto!” molte volte ed in diverse lingue vista la presenza di diversi russi, georgiani, serbi, montenegrini.

Padre Atanasio ha parlato in modo molto colloquiale con i presenti, spiegando il significato della parola “pascha” come passaggio dalla morte alla vita, dalla terra al cielo. Dobbiamo spostare il nostro cuore da uno stato di durezza a uno stato di resurrezione e vita. Quando sei un bambino, sei zelante per il sacrificio. Negli anni successivi questo zelo decade e diventa cenere. Solo Cristo rimase costantemente nello zelo per dare la vita ai peccatori. Il Signore ha dato la sua vita per noi. Cosa possiamo dare al Signore? Possiamo dare qualcosa. Cosa? il nostro cuore. Come dare la chiave alla tua macchina o appartamento. In tal modo, il Signore sa come usare questa chiave parlando nel dialetto di tutti e operando in modo spirituale nella vita di ognuno. Padre Vicario ha fatto due considerazioni. Rispetto agli anni precedenti, ora ci sono meno detenuti. Ha detto che questo è dovuto alla missione prolungata svolta nel penitenziario ogni martedì, vale a dire che nessuno di quelli uscenti è tornato, l’efficacia del messaggio e dell’operato della missione ortodossa è evidente. Ha anche proposto che, dopo 10 anni di missione ortodossa nelle carceri a dicembre, dovremmo fare un Anniversario Speciale (è anche la decima parte del 100 ° anniversario della Grande Unione). È molto per quelli che vengono settimana dopo settimana. Ha anche dato il benvenuto ai funzionari romano cattolici ed il personale istituzionale ivi presente e ringraziando per l’ospitalità è la comprensione. In finale sono state distribuite icone con la Resurrezione e hanno festeggiato con la tradizionale torta pasquale e uova rosse il momento della Pasqua ortodossa.

Gloria a Dio che siamo stati in grado di dare quest’anno la luce della risurrezione dei detenuti!